Gazzetta di Reggio

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Il comandante dell’Arma Ghisilieri 

«Una macchina da soldi ideata da persone senza alcuno scrupolo»

M.f.

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castelnovo monti

«Era già in corso da mesi, da parte del nostro nucleo operativo, un’indagine su un vasto giro di spaccio di cocaina che interessava anche la Val d’Enza e la città di Reggio Emilia quando, dall’ulteriore ramificazione di quell’indagine, che portò all’arresto nel tempo di 17 persone, ci si svelò un mondo intero: ci trovammo davanti a una macchina da soldi messa in piedi da soggetti criminali che non erano solo sfruttatori della prostituzione, ma anche fornitori di notevoli quantitativi di droga, in specie cocaina, a una miriade di clienti delle lucciole». A raccontare le radici dell’operazione “Telepass” è il capitano José Ghisilieri, comandante della Compagnia di Castelnovo Monti dal settembre del 2017.

«Il lavoro e l’intuito da parte del nostro nucleo operativo fu eccellente – prosegue Ghisilieri –. Diversi arresti per quell’indagine antidroga, che si chiuse poi a giugno 2017, furono in flagranza di reato e, nel gennaio 2017, in particolare ci fu l’arresto di un albanese, il 36enne Leonard Keci, che fece focalizzare le attenzioni sulla Shoshari, sua cliente abituale».

In campo attività tecniche anche di intercettazione e servizi di osservazione, controllo e pedinamento che fecero emergere, via via, l’esistenza di una vera e propria associazione criminale condotta da ex prostitute come la Shoshari e, il suo braccio destro, la Paun, con la compiacenza di compagni e mariti. «Vennero documentati altri singoli episodi di cessioni e lo sfruttamento della prostituzione di almeno dieci ragazze – spiega il comandante – lungo la via Emilia ma anche in città a Reggio. Colpì la disinvoltura estrema dimostrata da questi criminali, dalla Shoshari in particolare, nell’uso delle auto funzionali al trasporto della droga o delle prostitute tra la Lombardia e l’Emilia Romagna».

Dalle 250 pagine dell’ordinanza emessa dal tribunale di Reggio con una serie infinita di reati commessi dall’organizzazione emerge come uno degli arrestati, Emiljano Osmani, facesse prostituire persino la sorella. Reati «particolarmente gravi», li definisce il comandante Ghisilieri; tanto che, allo scopo di rintracciare e arrestare anche gli altri 5 sfuggiti ai carabinieri, è stato richiesto un mandato internazionale di arresto, nel sospetto, più che fondato, che qualcuno abbia cercato rifugio nel paese di origine. —

M.f.

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