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Cinque mandati di cattura europei per il racket della prostituzione

Miriam Figliuolo
Cinque mandati di cattura europei per il racket della prostituzione

Non si escludono contiguità con soggetti indagati per l’omicidio Montruccoli. La “capa” ai domiciliari

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Miriam Figliuolo

CASTELNOVO MONTI

Cinque ricercati per i quali è stato chiesto un mandato di cattura europeo e una dozzina di complici con mansioni “minori”. E, a latere, un inquietante scenario, quello di una possibile contiguità della banda con personaggi finiti nelle indagini relative all’omicidio di Marco Montruccoli, ucciso a coltellate a 34 anni la sera del 2 febbraio 2015 nell’abitazione del fratello Matteo a Forche di Puianello (Quattro Castella), dai due albanesi Fatmir Hykaj (l’esecutore materiale del delitto) e Daniel Tufa, condannati rispettivamente e in via definitiva a 22 e 13 anni.

Anche la banda che sfruttava giovani prostitute sgominata dai recenti arresti compiuti dal Norm di Castelnovo Monti, era di matrice albanese. Nelle ore successive alla notifica dei primi nove provvedimenti di custodia cautelare, eseguiti per ora solo nei confronti di 4 persone, emergono dettagli inquietanti e che aprono il velo su un mondo fatto di violenza e assoluta assenza di scrupoli da parte di menti criminali, ma anche di connivenze e complicità.

Un mondo collegato a doppio filo con quello dello spaccio di cocaina, dove, per un certo periodo, hanno avuto il predominio spacciatori albanesi che operavano soprattutto nella zona della Val d’Enza, probabilmente in seguito a contese per farsi largo sul campo.

Qui i carabinieri di Castelnovo Monti a partire dal 2016 hanno localizzato una fitta rete di spaccio e arrestato, tra il 2016 e il 2017, 17 persone sequestrando diversi etti di cocaina, e anche una pistola. Dal delitto del 2 febbraio 2015 intanto scaturivano diverse vicende giudiziarie: una per l’omicidio di Marco Montruccoli e il tentato omicidio del fratello Matteo, che ha visto la recente condanna definitiva di Hykaj e di Tufa e i due albanesi accusati anche di cessione di droga e furto di auto. L’altra per la cocaina e la marijuana (quasi tre chili di droga) trovati nell’abitazione di Matteo e per il quale il giovane è già stato condannato. Leonard Keci, lo spacciatore albanese dalla cui lista dei clienti abituali emerse il nome di Liljana Shoshari, venne arrestato a Bibbiano (dai militari della stazione locale) a gennaio 2017. L’acquisto di quantità ingenti di cocaina da parte della donna, fecero maturare l’altro filone di indagini che alla fine portò a svelare il grave racket della prostituzione.

Alcune delle ragazze sfruttate erano minorenni, costrette a drogarsi e a vendersi in strada o appartamenti. Tra loro addirittura la sorella di uno degli arrestati, il 27enne, Emiljano Osmani.

Albanese anche lui come la 35enne Shoshari, considerata il capo dell’organizzazione. Ma la banda non disdegnava l’appoggio e la complicità di rumeni e italiani: rumena è una delle arrestate, Ionica Paun, 38 anni. Il quarto finito in manette (ma ristretto ai domiciliari) è il calabrese Ludovico Ratta 61 anni, residente a Reggio Emilia, l’autista e a sua volta sfruttatore delle ragazze.

Per Shoshari e Paun l’organizzazione aveva costituito una sorta di “promozione”: entrambe ex prostitute poi, con l’avvento di rapporti stabili e la formazione delle rispettive famiglie, hanno proseguito, con la complicità di mariti e compagni, l’attività illecita e fortemente remunerativa, a giudicare anche dal notevole giro di droga, specie cocaina, che la banda era in grado di movimentare.

Proprio perché mamma di un figlio molto piccolo in periodo di allattamento la Shoshari è risultata incompatibile con la detenzione in carcere: ora è agli arresti domiciliari a Brescia.

In quanto a Ratta, già agli inizi del 2017 intercettazioni e pedinamenti avevano dato modo di nutrire forti sospetti sul suo ruolo, confermati poi da un non casuale controllo stradale, scattato nel marzo dello stesso anno: l’allora 57enne, insospettabile padre di famiglia in pensione, fu trovato in possesso di 8 dosi per un totale di 5 grammi di cocaina e per questo fu condannato. Fu il primo di una serie di fermi che lo inchioderanno alle sue responsabilità. —

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