Flash mob dei maturandi in tre piazze del centro prima dell’esame di Stato
REGGIO EMILIA
L’abbraccio pieno d’amore con il compagno, non appena è scesa dal treno che da Napoli la riportava a casa, dopo due settimane trascorse al paese d’origine per un lutto in famiglia (è morto il nonno), ha attirato la nostra attenzione, giovedì mattina, mentre davanti alla stazione Mediopadana dell’Alta velocità, a Mancasale, stavamo svolgendo un servizio sulla riapertura delle regioni e su chi ha ripreso a viaggiare in treno dopo il lungo lockdown.
Carmela Caiazza, operatrice socio sanitaria (e non infermiera, come erroneamente scritto sull’edizione di ieri del nostro giornale: errore di cui ci scusiamo con i lettori e con la diretta interessata) in servizio all’ospedale Maggior di Parma, ci tiene a precisare di non essere infermiera e di non aver lavorato, negli ultimi tre mesi, in un reparto Covid del Maggiore.
«Sono orgogliosa di essere una Oss – dice decisa al telefono, chiedendoci di correggere l’errore – Lavoro in un ambulatorio, e non in un reparto Covid, e durante l’emergenza – per circa tre settimane – sono ritornata alla mia precedente mansione, in sala operatoria».
Dopo il periodo trascorso in Campania, con l’emergenza Coronavirus che non è ancora stata superata del tutto, Carmela lunedì prossimo tornerà al lavoro in ospedale, con la speranza che presto tutto possa tornare alla normalità: «Ci tenevo a non passare per bugiarda, per quella che si definisce qualcuno che non è – conclude – Quando ho parlato con la giornalista, nonostante mi stessero anche fotografando, non avevo capito che si trattava di un’intervista e che sarei finita sul giornale. Ma, visto che ormai è andata così, ci tengo che le cose vengano scritte in modo corretto». —
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