Pronti a una raccolta di firme per la riapertura dell’oratorio
C’è stato un incontro tra i giovani per affrontare la questione: si parla di una lettera al vescovo
GUASTALLA.
Oratorio di Pieve quale futuro? È la domanda che ricorre nella frazione guastallese dopo la chiusura, disposta dal vescovo, dell’oratorio per le tensioni registrate nei mesi precedenti.
Il clima sulla vicenda resta rovente, con l’intera comunità divisa tra chi sostiene le ragioni del vescovo e dei parroci e chi, invece, appoggia i volontari, i giovani che da anni utilizzano quegli spazi per organizzare sagre ed eventi musicali. Per alcuni cittadini questa diatriba si sta trasformando in un vero “dramma” perché se anche un domani dovesse esserci un confronto tra le parti per chiarire alcuni lati oscuri come quelli denunciati dal vescovo monsignor Camisasca, relativi alla «poca trasparenza» e «documenti lacunosi» su determinati eventi, tutto temono che non sarà più come prima. C’è chi sostiene che se il vescovo ha scritto la lettera letta in chiesa da don Nildo Rossi domenica 17 maggio scorso, ha avuto le sue buone ragioni e c’è addirittura chi sostiene che i “documenti” di cui parla la lettera, sono arrivati agli Uffici della Curia, ma non sarebbero stati sufficienti a dipanare i dubbi sulla gestione di alcuni eventi.
Dall’altra parte, però, ci sono i volontari che si sentono amareggiati e delusi.
Hanno già dichiarato la loro disponibilità a fornire tutti i documenti che il vescovo vorrà ancora richiedere oltre alla possibilità di un incontro per fare chiarezza.
In questi giorni, in molto sostengono la necessità di una raccolta di firme, sia a Pieve che a Guastalla, per ottenere la riapertura dell’oratorio che, tra l’altro, da lunedì 15, riapre solo per il centro estivo organizzato dallo staff della Saturno Sport&Fun.
Lunedì 1° giugno, si è tenuta una sorta di riunione al bar delle piscine, alla presenza di una cinquantina di giovani. Il locale dato che il circolo Anspi dell’oratorio di Pieve è chiuso, è diventato il nuovo punto d’incontro dei giovani di Pieve. Nel corso della serata, si sarebbe parlato anche della vicenda legata alla chiusura dell’oratorio, oltre che di iniziative per l’estate e di una lettera da inviare al vescovo monsignor Massimo Camisasca. Tuttavia, la questione è talmente delicata che appena si cerca di chiedere conferma su determinate iniziative sia dei parroci che dei volontari, si alza subito un muro. Nessuno, ancora, vuole parlare apertamente. —
M.P.
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