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Tanti gli interventi in casa contro le violenze in famiglia

l. g.
Tanti gli interventi in casa contro le violenze in famiglia

Oltre duecento in un anno le richieste di soccorso dentro le mura domestiche mentre due sono stati gli omicidi risolti dai militari

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Non solo lotta allo spaccio, ai ladri e ai rapinatori o ai truffatori. I carabinieri di Reggio Emilia fra giugno 2019 e giugno 2020 sono stati impegnati anche in numerose attività di soccorso: 224 gli interventi per richieste di aiuto, alcuni dei quali risolutivi per salvare delle vite, che hanno impegnato complessivamente 448 militari.

Due in particolare gli episodi emblematici di altrettanti fenomeni, le violenze domestiche e i drammi personali, mai in diminuzione. Il primo risale al 21 ottobre 2019, quando un ragazzino di 12 anni in piena notte ha chiamato il 112 dei carabinieri chiedendo aiuto per la mamma che era stata picchiata dal padre. Una richiesta subito accolta dai militari che, intervenuti nell’abitazione dei due coniugi, hanno portato alla luce un’orrenda vicenda di violenza domestica che andava avanti da diversi anni a cui i carabinieri di Novellara, grazie al coraggio del piccolo figlio della vittima, hanno posto fine arrestando il padre e garantendo i soccorsi sanitari alla donna.

Del 21 febbraio scorso invece il salvataggio di un uomo da parte dei carabinieri di Collagna che, grazie alla collaborazione con i colleghi di Castelnovo Sotto, dopo 12 ore di ricerche hanno rintracciato un aspirante suicida in una strada sterrata in località Cervarezza, con in spalla uno zaino contenente una corda e dei biglietti d’addio. Tornando alle violenze in famiglia, dall’inizio dell’anno al 112 di Reggio Emilia sono arrivate circa 200mila richieste telefoniche, oltre 500 al giorno. Di queste 2.243 (una media di 6 al giorno) per liti tra le mura domestiche, in strada o tra vicini. Un fenomeno in costante crescita che ha portato i Carabinieri a eseguire numerosi arresti e denunce, grazie anche al maggior coraggio dimostrato dalle stesse vittime che hanno trovato la forza di denunciare in virtù delle nuove disposizioni emanate a loro favore, io cosiddetto “Codice rosso”. Nello specifico sono state 51 le persone arrestate e denunciate per atti persecutori, 243 quelle denunciate per lesioni personali, 54 per percosse e 210 per minacce.

Tante, durante il 206esimo anno dell’Arma reggiana, anche le inchieste di grande spessore. Dalla famosa “Angeli e demoni” sui servizi sociali della Val d’Enza all’arresto dell’assassino della barista 25enne Hui Zhou, il 19 agosto 2019 all’ex Foro Boario. Più recente ma altrettanto rilevante anche l’aver risolto l’omicidio della 60enne Franca Silvana Ganassi, brutalmente assassinata la notte tra il 30 e il 31 dicembre del 2005, individuando il responsabile nel marocchino Mustapha Bouzendar. —

l. g.

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