Gazzetta di Reggio

Reggio

il processo 

Fingono di aprire un ostello per ottenere fondi: 4 condanne

Fingono di aprire un ostello per ottenere fondi: 4 condanne

Due anni e quattro mesi anche per un imprenditore 42enne di Casalgrande Erano riusciti ad ottenere quasi 500mila euro dalla Regione Lombardia

2 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE

Avevano fatto finta di creare un ostello per incassare i fondi della Regione Lombardia. Fatture finte, lavori edili mai pagati, e clienti inventati. L’idea era nata dalla sinergia di padre e figlia, che avevano costituito un’associazione subito dopo il bando pubblicato dal Pirellone. La truffa è stata scoperta dal nucleo della polizia tributaria della Guardia di finanza, che quattro anni fa, nel maggio del 2016 al termine di un anno e mezzo di indagini, ha denunciato cinque persone per truffa aggravata e sequestrato 487mila e 983 euro depositati sul conto corrente dell’associazione e su quello del rappresentante legale.

Ora, dopo il rinvio a giudizio e la fase dibattimentale, è intervenuta la sentenza del tribunale di Mantova che ha emesso quattro condanne a due anni e quattro mesi di reclusione e obbligando uno dei condannati a risarcire la parte civile con 100mila euro, in attesa della definizione della causa civile.

Le condanne sono state emesse nei confronti di Claudia Girardi, 52enne domiciliata a Villastrada (Mantova), del 42enne Stefano Ferrara di Casalgrande, di Vito Donato D’Onghia, barese, e di Stefano Giacomelli, un 63enne carpigiano detenuto a Torino all’atto della sentenza per avere accumulato oltre 23 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e reati fiscali. Secondo le indagini, il casalgrandese amministratore di fatto della Petra Immobiliare di Modena, è capo cantiere e colui che gestiva di fatto l’esecuzione dei lavori nel cantiere a Villastrada di Dosolo, nella bassa mantovana.

Tutto inizia quando, per poter avere accesso a finanziamenti della Regione Lombardia per la creazione di ostelli, viene creata l’associazione Ostello Orizzonti Verdi con lo scopo dichiarato di sistemare un immobile da adibire ad accoglienza. In effetti una parte dei lavori nell’immobile di via Arginello Foggia, viene eseguita nel corso del 2011 e del 2012, ma per gli inquirenti, che vogliono vedere chiaro nelle carte, si tratta perlopiù di lavoretti, accompagnati però dall’emissione di false fatture. Sino alla dichiarazione, poi rivelatasi infondata, dell’utilizzo reale dell’ostello in modo da ottenere il finanziamento di quasi 498mila euro (poi restituiti), che la Regione, in buona fede, eroga. In più si induce in errore una ditta edile, prospettando guadagni dalla ristrutturazione senza che questa, alla fine, abbia percepito il giusto compenso.

Dopo una serie di udienze e la morte di uno dei coinvolti, il processo è proseguito per i quattro imputati per i quali il pubblico ministero aveva chiesto una condanna più lieve, un anno e 4 mesi per i primi tre e un anno e sei mesi per Giacomelli. Assolto Carmine Lioy, per non avere commesso il fatto e la stessa Girardi da un secondo capo d’imputazione, perché intervenuta l’estinzione per prescrizione. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google