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il delitto al BAR Moulin Rouge 

L’omicida di Zhou è alla Pulce ma nel centro di salute mentale

T.S.
L’omicida di Zhou è alla Pulce ma nel centro di salute mentale

Il trasferimento disposto dal gip Ramponi: «Ha problemi psichici e va curato» Accolta la richiesta della difesa. Per il perito il 35enne è seminfermo di mente

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REGGIO EMILIA

Non è più in carcere a Ferrara ma è tornato a Reggio Emilia nella struttura annessa alla Pulce e conosciuta come articolazione di tutela della salute mentale (Atsm) in cui ha intrapreso un adeguato iter terapeutico.

Stiamo parlando del marocchino 35enne Hicham Boukssid, che nell’agosto dello scorso anno si è macchiato di uno dei delitti più efferati degli ultimi anni, cioè l’uccisione con una decina di coltellate della barista cinese 25enne Hui “Stefania” Zhou per un amore malato e maturato solo nella testa del nordafricano. Nel disporre il trasferimento detentivo il gip Luca Ramponi fa riferimento alla perizia del dottor Gianfranco Rivellini (nominato consulente tecnico proprio dal giudice) che mette in rilievo due aspetti: in primis la parziale incapacità d’intendere e volere del marocchino al momento dell’assassinio, in secondo luogo l’attuale condizione psichiatrica del 35enne che richiede una terapia mirata all’interno della struttura reggiana citata.

Da quando il 19 agosto scorso si è consegnato alla giustizia – dopo dieci giorni di eco mediatica coincidenti con la latitanza di un uomo che voleva sfuggire alle sue responsabilità, consegnandosi poi per sfinimento e per l’impossibilità di trovare qualche aiuto per fuggire – Boukssid si è chiuso in se stesso (con il rischio che cerchi di farla finita), ricorda ben poco dell’omicidio e della latitanza, si è rifugiato nella preghiera, rifiuta i medicinali e riceve solamente le visite della sorella. Insomma, le precarie condizioni psichiatrice dell’indagato risultano incompatibili con il regime detentivo. Da qui la richiesta dell’avvocato difensore Pina Di Credico (poi avallata dal gip Ramponi) di localizzare un reparto deputato all’osservazione psichiatrica, facendo riferimento a quanto sostiene la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che all’articolo 3 della Convenzione vieta i trattamenti inumani e degradanti per i detenuti con problemi di salute mentale.

Quindi Boukksid attende ora nella sezione atsm di Reggio Emilia la chiusura delle indagini da parte del pm Marco Marano. Per la feroce uccisione della barista il marocchino è accusato di omicidio pluriaggravato (premeditazione e futili motivi). —

T.S.

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