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Casalgrande: le fotografie di classe? Con gli autoritratti disegnati dagli alunni

Adriano Arati
Casalgrande: le fotografie di classe? Con gli autoritratti disegnati dagli alunni

L’idea delle maestre delle classi 2ª A e B di Salvaterra «È un documento che attesta il nostro essere gruppo»

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Disegni e cartoni per completare comunque un rito immancabile: la foto di classe di fine annata scolastica. Questi mesi così complessi e fuori dai canoni hanno portato conseguenze pesanti per i bimbi, che da un giorno all’altro si sono trovati senza il contatto quotidiano con gli altri studenti con cui condividono buona parte del loro tempo. Le lezioni sono terminate con pochissime occasioni di rivedersi in presenza, e anche il grande classico della foto di classe è saltato.

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A Salvaterra, però, le insegnanti della scuola elementare statale “Enzo Debbi” hanno provato in ogni modo a rimediare, per permettere agli alunni delle due seconde di ritrovarsi con amichette e amichetti. In che modo? Creando uno “scatto” a più mani, in cui ogni bimbo ha realizzato il proprio autoritratto con pastelli e colori. I lavori sono stati mandate alle cinque docenti Federica, Paola, Laura, Simona e Lisa, che hanno assemblato il tutto in formato digitale, creando i gruppi della 2ª A e della 2ª B di Salvaterra, aggiungendosi a propria volta con altri disegni. Le immagini collettive sono poi state incollate sullo sfondo dell’ingresso della scuola stessa, e così sono state create le originali “foto” di classe. «Ma la tradizionale e immancabile foto di classe? Negli annuali dei bambini mancherà l’anno scolastico 2019-20? Qualcosa dovevamo inventarci, la fantasia a noi non manca! Abbiamo cominciato qualche giorno fa a disegnare per creare una fotografia di classe di fine anno», raccontano le 5 maestre. L’idea era di arrivate comunque a «un documento che attestasse il nostro essere gruppo, il raggiungimento di una tappa conquistata in un periodo eccezionale e impensabile, che rimarrà sui libri di storia», aggiungono con orgoglio presentando il proprio scatto a più mani. —

Adriano Arati

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