Giovani ammassati in un locale in centro scattano maxi multe per 23 avventori
Blitz di carabinieri e municipale su segnalazioni dei cittadini Il sindaco Nasciuti: «Ora basta, è questione di rispetto»
scandiano
Ammassati e contenti. Almeno fino a che non è scattata la contravvenzione. Salata, questa volta. Ventitré ragazzi, tutti dai 18 ai 20 anni, impegnatissimi in una movida serale in un locale, giudicato fuori controllo, sono stati multati con una contravvenzione di 280 euro a testa per non aver rispettato le norme anti Covid che impongono il distanziamento sociale e, nel caso non fosse possibile, l’uso della mascherina.
L’happy hour in tempo di epidemia deve comunque avere delle regole e carabinieri e polizia locale, a questo punto, sono intenzionati a farle rispettare. Una sorta di “fase due della tolleranza”. «Non si tratta di militarizzazione dei territori – spiega l’Arma – ma della necessità di garantire, a tutti, sicurezza e rispetto delle regole». Difficile per giovanissimi costretti a due mesi e mezzo di lockdown, ma necessario. E così è accaduto sabato sera nel centro di Scandiano dove sono scattate le verifiche congiunte e dall’esito sorprendente: una decina i bar e i locali controllati da militari e Municipale, in nove la situazione è stata trovata “nella norma”, in un locale, invece, più che di assembramento le forze dell’ordine hanno parlato di «ammassamento intollerabile». Tanti ragazzi, tutti vicini, nessuno con la mascherina e per di più in un ambiente al chiuso e piccolo. Situazione altamente a rischio, segnalata dai residenti che vivono vicino al bar ai carabinieri che sono intervenuti e hanno fatto “strage di multe”: ventitrè, appunto. Nessuna sanzione è scattata per i titolari del locale, ma solo controlli ulteriori per verificare se l’obbligo di distanziamento, nella dislocazione di tavoli, tavolini, sedie, punti nei quali poter consumare l’ordinazione, sia stata rispettata.
«Per tutti questi mesi non abbiamo fatto altro che informare i cittadini delle nuove regole in vigore e che servono per la tutela della collettività – spiega il sindaco Matteo Nasciuti, ben a conoscenza della situazione – Siamo stati pazienti, abbiamo atteso che, in particolare, chi gestisce bar e locali si adeguasse alle regole. Adesso però in qualche modo la pazienza è finita. Anche se la situazione complessiva è molto migliorata e i numeri dei contagi ci confortano, il virus sta ancora girando e le regole del distanziamento vanno rispettate». Per Nasciuti questo è un punto fermo ma non è l’unico: «Si tratta anche di avere rispetto per quegli esercenti che tanto hanno investito per poter garantire sicurezza nei loro locali e che si danno da fare per mantenerla anche quando l’afflusso di clienti è alto e della necessità di proteggere un’intera collettività». Dunque, movida sì, ma a distanza. —
C.O.
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