Gazzetta di Reggio

Reggio

L'assessore regionale Donini: «Vi spiego in sei punti la sanità regionale dei prossimi 5 anni»

Jacopo Della Porta
L'assessore regionale Donini: «Vi spiego in sei punti la sanità regionale dei prossimi 5 anni»

 «Più tamponi e ricerca scientifica contro il Covid-19. Potenziare la medicina territoriale e raggiungere i 650 posti in terapia intensiva»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA.Capacità di fare fino a 15mila tamponi al giorno e ricerca scientifica sui farmaci che curano i sintomi del Covid-19; potenziamento della medicina territoriale e delle terapie intensive; investimenti negli ospedali e nel personale e recupero delle prestazioni sanitarie sospese a causa dell’epidemia. Questi i sei punti programmatici che l’assessore Raffaele Donini ha indicato per i prossimi cinque anni nel corso del suo aggiornamento settimanale sull’andamento dell’epidemia. Un programma che parte dall’emergenza di questi mesi e guarda ai prossimi anni.

Per quanto riguarda i tamponi, è stato ripetuto più volte, l’obiettivo è arrivare a poterne fare 15mila al giorno a settembre. L’obiettivo non è farne così tanti a tutti i costi ma essere in grado di poterli fare nel caso ci siano focolai. All’inizio dell’epidemia mancavano i reagenti e pertanto la capacità di fare questo test (l’unico in grado di diagnosticare la malattia) era molto limitata.

Il secondo punto programmatico riguarda la ricerca scientifica. Una cura efficace per il Covid-19 non c’è ancora, ma in questi mesi medici hanno imparato a trattare meglio i sintomi e soprattutto gestire in modo appropriato le singole casistiche (evitando dunque anche trattamenti dannosi).

L’assessore ha detto che saranno finanziati e sostenuti gli studi che hanno come obiettivo quello di curare le patologie correlate al virus. Reggio Emilia, ad esempio, sta conducendo uno studio sull’antinfiammatorio tocilizumab, che coinvolge 22 ospedali.

Durante l’epidemia si sonbo rivelate di grande importanza le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), che si sono recate nelle case e nelle strutture per anziani. Il potenziamento della medicina territoriale è considerato una priorità dei prossimi anni. Tra l’altro potrebbe essere una risposta anche all’esigenza di dover ripensare i servizi per anziani, di cui si sta molto discutendo. Per Donini bisogna «considerare il domicilio del paziente il primo livello di assistenza medica, prima ancora dell’ospedale e dell’ambulatorio». Attualmente le Usca in campo sono 74, composte da 389 medici, che hanno erogato 32mila prestazioni.

Un tema che la recente emergenza ha posto all’attenzione è la scarsità di posti letto nelle terapie intensive, che l’Italia ha costantemente diminuito negli anni passati. «Abbiamo l’ambizione di essere la regione prima in Italia per il raggiungimento del livello di adeguatezza ottimale delle terapie intensive. Il governo ha stabilito i parametri e noi lo abbiamo praticamente già raggiunto, con l’innesto del Covid Intensive Care, che comprende 146 posti nelle reti ospedaliere». L’obiettivo da raggiungere è di 650 posti di terapia intensiva.

Il quinto obiettivo è quello della ripresa delle prestazioni sanitarie interrotte. L’assessore chiede pazienza ai cittadini, consapevole che si tratta di una situazione molto delicata, che continuerà ad avere ripercussioni per mesi. Basti pensare che a Reggio nel trimestre marzo-maggio sono state rinviate 129.600 prestazioni.

L’assessore ha affrontato il tema nel corso della Commissione regionale sanità. L’obiettivo è quello di recuperare entro settembre la maggior parte delle visite ed analisi che erano state rinviate nei mesi scorsi.

Infine Donini ha parlato degli investimenti nel personale e nelle infrastrutture per garantire una sanità pubblica di alto livello, che prevede la collaborazione con il privato ma sempre sotto la guida del governo regionale. «Investiremo un miliardo. Faremo ospedali nuovi a Piacenza, Carpi e Cesena. Saranno i primi costruiti in Italia dopo l’emergenza Covid e dunque avranno quelle caratteristiche che ora sappiamo essere importanti, come avere percorsi separati per il personale e i pazienti». Nell’ospedale del futuro, lo ha sottolineato un libro bianco al quale ha collaborato lo studio di progettazione Binini Partners, sarà fondamentale la flessibilità, ad esempio per poter aumentare rapidamente i posti letto in caso di bisogno. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google