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Comer chiude Cavriago: tutti trasferiti

Enrico Lorenzo Tidona
Matteo Storchi, presidente e amministratore delegato di Comer Industries di Reggiolo
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Matteo Storchi, presidente e amministratore delegato di Comer Industries di Reggiolo

Cavriago, l’azienda sposta 150 lavoratori nella sede di Reggiolo. I sindacati: «Hanno appena distribuito 7 milioni in dividendo»

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CAVRIAGO. Comer Industries razionalizza la sue rete industriale. Lo scorso weekend, a bocce ferme, l’azienda ha comunicato ai sindacati l’intenzione di chiudere lo storico stabilimento di Cavriago. Lì lavorano 150 dipendenti, che saranno tutti trasferiti nella sede centrale di Reggiolo. Una scelta definita «incomprensibile e preoccupante» da parte del sindacato, che catalizza l’agitazione manifestata già dai lavoratori coinvolti nella piano per ora solo tratteggiato dall’azienda attiva su scala mondiale nella progettazione e nella produzione di sistemi per la trasmissione di potenza in ambito agricolo, industriale ed energia. Certo è che si tratta del secondo braccio di ferro nel giro di due mesi con il presidente e amministratore delegato di Comer Fabio Storchi. Il primo aveva riguardato il riavvio dell’azienda durante il lockdown, e aveva messo in evidenza la determinazione del top manager, tornato poi al tavolo con i sindacati.

«La comunicazione che ci è giunta afferma solo la volontà di attuare il trasferimento entro il prossimo 7 di settembre, senza dare alcuna motivazione - dichiara Enrico Folloni della Fiom Cgil di Reggio Emilia - Il trasferimento riguarderebbe quasi 150 lavoratori diretti, più i somministrati. Lavoratori che in gran parte vivono in Val D’Enza e che vedrebbero aumentare di circa due ore al giorno il tempo di trasferimento da casa al lavoro e ritorno».

Una scelta, quella della Comer, «che sconvolgerebbe pesantemente le vite di oltre 150 famiglie, già oggi pesantemente gravate dall’emergenza coronavirus che coinvolge tutti i lavoratori» riportano i rappresentanti dei lavoratori. «La chiusura di uno stabilimento è sempre un segnale di debolezza di una impresa - affermano Fiom Cgil e Uilm Uil - per questo abbiamo chiesto un incontro urgente per comprenderne le ragioni. Stiamo parlando di una azienda che appena un mese fa ha distribuito 7 milioni di euro di dividendi agli azionisti - sottolineano i segretari generali della Fiom e della Uilm Simone Vecchi e Jacopo Scialla - e che adesso si muove come un'azienda in crisi, chiedendo sacrifici ai lavoratori. Ascolteremo le motivazioni dell’azienda, ma per noi resta inconcepibile questo comportamento».

Ora parte l’iter sindacale di consultazione e informazione dei lavoratori. Già oggi ci saranno le assemblee sindacali con i lavoratori interessati di Cavriago, e nei prossimi giorni verranno effettuate anche negli stabilimenti di Reggiolo e Pegognaga, nel Mantovano. «I lavoratori e le loro famiglie sono persone, non robot, vanno rispettate e pretenderanno di essere rispettati - concludono i sindacati -. Noi ci aspettiamo una forte contrarietà da parte degli operai coinvolti, ma saranno le assemblee di domani a decidere quali iniziative prendere». Infine, le Rsu e le organizzazioni sindacali hanno dichiarato il blocco delle prestazioni straordinarie e della flessibilità per questa settimana.

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