Concordato in bianco presentato da Pittarosso Due le sedi a Reggio
REGGIO EMILIA
Nella nostra città ufficialmente non se ne parla apertamente, ma desta certamente preoccupazione, per le decine di dipendenti e collaboratori, la vicenda che sta vivendo il noto marchio Pittarosso, catena specializzata nella grande distribuzione di calzature.
Porta infatti questo nome la domanda di concordato in bianco presentata al giudice del Tribunale di Padova e ciò fa sembrare davvero lontani gli spot pubblicitari che avevano come protagonista la showgirl Simona Ventura quando, nel 2014, vestita di rosso, gridava “Pittarosso a più non posso”. Il settore purtroppo è entrato in sofferenza e la pandemia del coronavirus ha indubbiamente contribuito ad accentuare le difficoltà in molti dei quasi 200 punti vendita distribuiti lungo tutta la penisola nei quali trovano occupazione circa 1.900 dipendenti.
Come noto a Reggio sono operativi due negozi con questo marchio. Aprono i battenti rispettivamente in via Guittone d’Arezzo e ai Petali, con risultati che, vista l’affluenza, sino all’inizio dell’anno apparivano positivi. I guai sono però di carattere generale e derivano soprattutto dai mancati ricavi di questi ultimi tempi (si parla di una settantina di milioni di euro in meno) che hanno fatto saltare l’accordo di ristrutturazione del debito a suo tempo contratto con le banche per una cifra complessiva di 150 milioni di euro.
Da ciò la decisione di ricorrere al concordato preventivo per tutelarsi e presentare ai creditori un piano di rientro. Il gruppo ha il suo quartier generale a Legnano e ricade sotto la competenza del tribunale padovano. L’eredità debitoria nasce dall’operazione condotta con il mondo bancario da parte del fondo americano Lion Capital che, sei anni fa, ha acquisito Pittarosso, attraverso 21 Investimenti, per un totale di 280 milioni di euro. Ad assistere il colosso mercantile è lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli che sta meditando le azioni più idonee da intraprendere. La trattativa con il mondo bancario vede il coinvolgimento di diverse banche creditrici: Intesa SanPaolo, Unicredit, Mps e, per quote minori, Banco Bpm, Sparkasse-Cassa di risparmio di Bolzano e Bnl. A Reggio sia Filcams Cgil che Fisascat Cisl seguono con discrezione l’evolversi della vicenda che due giorni fa ha registrato un incontro sindacale di carattere nazionale. —
L.V.
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