Gaom al lavoro in Etiopia per arginare il Coronavirus
Stop all’invio di volontari fino a quando la situazione non sarà sicura. Attivati laboratori locali per la realizzazione di mascherine e disinfettante
Castelnovo Monti
Il Gaom (Gruppo Amici Ospedali Missionari) è una Onlus nata a Castelnovo Monti ed attiva in alcune delle zone più povere dell’Etiopia dal 1984, e qui ha realizzato scuole, ospedali, laboratori, coltivazioni, un villaggio per gli ammalati di lebbra e tante altre strutture. Ora l’associazione si sta impegnando per evitare una forte proliferazione del Coronavirus nelle zone in cui opera, ma si è vista costretta a fermare l’invio di volontari sul posto.
Spiega infatti il presidente Alberto Campari: «Mentre il nostro Paese sta camminando verso un lento ritorno alla normalità, dopo la pandemia che ha colpito l’intero continente, l’emergenza si è spostata verso i Paesi africani e del Sud America. Per questo motivo il direttivo Gaom ha deciso di sospendere l’invio di volontari fino a quando la situazione sanitaria e politica lo permetteranno. In Etiopia i casi riconosciuti di infezione al Coronavirus, stanno aumentando anche se tutto sembra circoscritto alla capitale, Addis Ababa e dintorni. Ma è palese, che in una società nella quale la comunicazione e i mezzi a disposizione sono scarsi, è impossibile constatare realmente la situazione. Nonostante più un mese fa il governo abbia deciso di chiudere le scuole e le attività pubbliche, la gente continua a camminare nelle strade delle città e soprattutto, a frequentare il mercato, cuore pulsante della vita africana. È infatti questo il luogo in cui i poveri possono vendere le loro poche cose e acquistare i beni di prima necessità».
Prosegue Campari: «Anche il poliambulatorio di Shashemene costruito da Gaom ha sospeso l’attività, salvo per i casi urgenti. A Casa Famiglia i nostri ragazzi non escono dalla struttura. I più grandi fanno scuola ai più piccoli e coltivano la terra, sfruttando le piccole piogge che, anche se in ritardo, sono finalmente arrivate. Le suore del De Foucauld, dopo aver sospeso nel mese di aprile ogni attività ai poveri, seguendo l’ordine e generale pervenuto da Casa Madre, hanno ripreso lentamente il loro sostegno a donne e bambini dello slum, riservando un unico accesso alla struttura e accogliendo una persona per volta. Ma per poter affrontare il pericolo di contagio, il Gaom, in collaborazione con le suore del De Foucauld e con il personale del poliambulatorio, ha attivato due importanti progetti: la realizzazione delle mascherine e del disinfettante».
«Le prime – prosegue – vengono fatte nei nostri villaggi per lebbrosi, da un ex malato di lebbra e da una figlia di lebbrosi. Il secondo viene invece realizzato nel poliambulatorio dai medici locali, grazie alla collaborazione dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Dalla farmacia dell’ospedale reggiano è stata fornita la ricetta per realizzare il disinfettante. Piccoli ma importanti segni di speranza. Di una società, quella etiope, che anche se fra tante fatiche, sta crescendo». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
