I tortelli della chef stellata ai bisognosi della Caritas
Cuochi e titolari del ristorante Rostaria di Arceto hanno cucinato per i poveri La gioia di Chiara Cattini: «Ci si trova, si fa da mangiare e si aiutano gli altri»
reggio emilia
Più di cento persone che assaporano piatti che normalmente non potrebbero mai permettersi, gustando anche il dolce sapore della solidarietà. Domenica alla mensa della Caritas si è svolto il secondo appuntamento di un’iniziativa benefica che sta riscuotendo un enorme successo: preparare piatti “stellati” per i bisognosi grazie al volontariato degli chef più celebri di Reggio e provincia.
Questa volta è stato il turno del ristorante “Rostaria al castello” di Arceto di Scandiano, inserito anche sulla prestigiosa Guida Michelin, indice dell’eccellenza di questo locale.
Ma domenica titolari, chef e cuochi sono usciti dalla cucina del Rostaria per presentarsi alla mensa Caritas, mettendosi a disposizione per una mattina preparando il pranzo per circa 150 persone e collaborando con i volontari della diocesi e della Caritas, che in questi mesi di pandemia stanno garantendo un servizio importante per tante persone e per tutta la città di Reggio Emilia.
Dopo l’esperienza del 13 maggio con lo chef Andrea Incerti Vezzani, è quindi tornato un menù stellato alla mensa: tortelli verdi e di zucca per tutti, grazie all’impegno magistrale della chef Chiara Cattini e del suo staff.
Entusiasmo, professionalità e solidarietà per un gesto straordinario che potrebbe diventare sempre più ordinario. D’altronde è stata la stessa Cattini che, dopo la preparazione del pranzo, ha lanciato un appello sui social rivolto ai suoi colleghi: «C’è bisogno! C’è bisogno! C’è bisogno! Ci si trova, si fa da mangiare e si aiutano gli altri», invitando gli altri a fare la stessa cosa. Una proposta già accolta dalla Caritas diocesana, che si è dichiarata «ben felice di ospitare altre iniziative simili e, come dice Chiara, ne abbiamo bisogno».
Anche domenica infatti diverse persone hanno dedicato gratuitamente il tempo agli altri preparando pasti ma, soprattutto, entrando in relazione uno con l’altro, con chi aiuta e con chi è in difficoltà, in un circolo virtuoso che allarga la solidarietà e la responsabilità e apre a sorrisi e fraternità. Grazie a una donazione da parte di Trenitalia, inoltre, le borsine distribuite con gli alimenti riportavano la dicitura “Courtesy kit”.
«Basta poco – proseguono i volontari Caritas – un segno spesso è più di tante parole, un “kit di cortesia” a chi ogni giorno lotta per riguadagnare la propria autonomia, un pranzo prelibato preparato da chef professionisti come se dovessero servire i propri clienti al ristorante».
Questo periodo di emergenza ha messo in moto tantissima solidarietà e ha permesso l’incontro di mondi che, solitamente, viaggiano paralleli. «Facciamo in modo – continua la Caritas – che il mondo della povertà non viaggi parallelamente agli altri, lasciando che se ne occupi il mondo della solidarietà. C’è bisogno di tutti per mettere in campo maggiore giustizia e condivisione e magari il mondo della povertà potrà arrivare a confondersi con il resto, in dinamiche sociali e relazionali del tutto normali, dove il necessario, il bello e il buono c’è per tutti».
Il grazie diocesano infine è andato «a Chiara e al suo staff del Rostaria, grazie a Trenitalia per il kit e grazie a tutti quei volontari che ogni giorno permettono la continuità della mensa». —
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