Gazzetta di Reggio

Reggio

LA MANUTENZIONE DELLA RETE ESCURSIONISTICA REGGIANA 

Settanta volontari del Cai al lavoro per sistemare 1400 chilometri di sentieri

Luciano Salsi
Settanta volontari del Cai al lavoro per sistemare 1400 chilometri di sentieri

Il responsabile Elio Pelli: «Dobbiamo recuperare oltre due mesi di inattività Ripariamo i danni causati da eventi atmosferici ma anche quelli fatti dai vandali» 

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Camminando fra i boschi e le alture dell’Appennino reggiano si mantiene una distanza dagli altri esseri umani ben superiore a uno o due metri. Nondimeno il confinamento vietava anche queste salutari passeggiate solitarie.

Ora la fase due dell’emergenza sanitaria le autorizza, ma il Club Alpino Italiano, non avendo potuto compiere nel frattempo la manutenzione dei sentieri, deve impegnarsi a fondo per mettere in sicurezza i percorsi praticati da tanti escursionisti nella stagione estiva.

Tale compito è affidato a settanta volontari delle sezioni Cai di Reggio e Castelnovo Monti, coordinati da Elio Pelli, responsabile della commissione sentieri.

«Dobbiamo recuperare – spiega Pelli – oltre due mesi di inattività e il lavoro di verifica dello stato dei sentieri e di manutenzione sarà impegnativo. Abbiamo dalla nostra la passione e l’impegno di tanti soci volontari, che da tempo fremevano per ritornare sui sentieri».

I soci del Cai si sono già messi all’opera su questa rete escursionistica, una delle più fitte e meglio curate d’Italia, che misura complessivamente 1400 chilometri, compresi gli itinerari aperti recentemente nelle zone umide e fluviali della pianura.

Il lavoro è iniziato sui sentieri Spallanzani, Dei Ducati, Don Candido Bizzarri (nelle Valli di Novellara), in Val Dolo, in Val d’Asta (in particolare su un nuovo tracciato sopra a Febbio), nei comuni di Baiso, Quattro Castella e Ventasso, nel territorio del Parco Nazionale e sul Monte Duro, in collaborazione con l’Uisp.

Si devono riparare i danni provocati non solo dagli eventi atmosferici e dall’usura dei materiali, ma anche dalla condotta inqualificabile di individui incoscienti: «Purtroppo – denuncia Elio Pelli – sono in aumento gli atti vandalici sulla segnaletica. Le frecce non solo vengono spaccate, ma anche i segnavia bianco-rossi vengono cancellati e addirittura c’è anche chi modifica la direzione delle frecce. Sbagliare sentiero in montagna può essere molto pericoloso, ed è inaccettabile che ci siano persone che si divertono a confondere pericolosamente le idee agli escursionisti».

Certi percorsi, poi, sono interrotti dai tronchi abbattuti dai boscaioli e occorre molta fatica per renderli di nuovo percorribili.

Il Cai è impegnato in ogni caso a garantire camminate sicure ai tanti escursionisti che, sempre più numerosi, apprezzano le attrattive naturali del territorio reggiano.

«C’è oggi – sottolinea il presidente del Cai reggiano, Carlo Possa – una grandissima attenzione verso la montagna e verso l’escursionismo e quindi i sentieri diventano essenziali per il turismo di prossimità. In queste prime settimane dopo il lockdown abbiamo visto tanti escursionisti come mai prima d’ora. Le Sezioni del Cai e i loro volontari sono impegnati al massimo, ma è importante che tutti siano consapevoli che i sentieri hanno bisogno di cura e di rispetto».

La manutenzione dei sentieri viene rinnovata ogni anno con la medesima solerzia.

L’anno scorso più di cinquanta soci della sezione reggiana del Club alpino reggiano hanno compiuto 107 interventi per un totale di 330 giornate.

Molto spesso camminano su percorsi impervi per diverse ore portando l’apposita attrezzatura, i pali e la segnaletica da ripristinare. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google