Alta Velocità anche a Parma In corso studio di fattibilità
Per una nuova struttura a Baganzola servirebbero 80 milioni di euro La consigliera Rubertelli: «Speriamo non ci siano state promesse sottobanco»
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA
Non sappiamo se il sogno che i parmigiani cullano da tempo di portare l’Alta Velocità anche a Parma è destinato a restare nel cassetto o abbia qualche probabilità di successo. Nel frattempo, però, il pressing condotto sull’altra sponda dell’Enza ha portato a un primo risultato: uno studio di fattibilità da parte del ministero dei Trasporti e della Regione Emilia-Romagna sull’ipotesi di una stazione in zona Fiera di Parma, che secondo alcune stime dovrebbe costare 80 milioni di euro.
L’8 maggio scorso, in un’intervista alla Gazzetta di Parma, il presidente della Regione Stefano Bonaccini aveva detto che «la fermata dell’Alta Velocità in zona Fiera resta nell’agenda della Regione. Con Rete ferroviaria italiana e gli operatori dell’Alta velocità, stiamo valutandone le potenzialità. Dopodiché ne parleremo con il territorio».
Lo studio di fattibilità è stato avviato e gli esiti non sono ancora noti. Certo, visto il successo della Mediopadana di Reggio, e gli investimenti di questi anni, sembra difficile che si possa arrivare a disperdere risorse con una stazione alle Fiere di Parma (dove gli industriali hanno chiesto anche un casello dell’Autosole).
Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, interpellato ieri dalla Gazzetta di Reggio, ha preferito non tornare su questo tema («eviterei di entrare nel rimpallo tra territori»). Anche il presidente Bonaccini non ha voluto aggiungere nulla.
Va detto che ieri il governatore dell’Emilia-Romagna ha presentato il programma di mandato in assemblea legislativa e non ha fatto cenno all’Alta Velocità a Parma (mentre ha parlato della necessità di potenziare il trasporto pubblico locale).
L’idea di una stazione-bis a pochi chilometri da quella di Calatrava fa storcere il naso a molti nella nostra provincia.
Giammaria Manghi, capo della segreteria politica di Bonaccini, è tornato sull’argomento, smentendo di essere favorevole a una stazione a Baganzola. «Non ho mai detto di essere un convinto sostenitore di questa possibilità - ha detto ieri -. Ritengo però che un territorio possa legittimamente avanzare richieste. Personalmente invece ritengo che il senso dell’Alta Velocità sia quello di un trasporto fluido e veloce senza tappe intermedie. Non credo serva una stazione attaccata all’altra».
Paolo Dallasta, capogruppo del Pd di Guastalla e dell’Unione Bassa Reggiana, se la prende invece con chi dimentica « che la pianificazione territoriale dell’epoca portò a Parma l’aeroporto e a Reggio la stazione (scelta anche per poi rafforzare l’asse verso Mantova e Verona). Invece di spendere 80 milioni per una stazione inutile, li si investa sulle linee regionali per completare e rafforzare il sistema esistente».
Cinzia Rubertelli, consigliera comunale di Alleanza Civica a Reggio, si augura che «non siano state spese delle promesse indicibili sottobanco». Un riferimento a presunti accordi in occasione della recente campagna elettorale regionale. «Vedere poi che da destra e da sinistra si strumentalizza un argomento come la stazione Tav per fare propaganda nella vicina Parma - dice Rubertelli - dimostra il livello di antipolitica cui siamo arrivati:in un paese normale non sarebbe nemmeno all’ordine del giorno». —
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