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Il presidente sui trasporti 

«C’è ancora tanto da fare nel settore infrastrutture»

Adr.Ar.
«C’è ancora tanto da fare nel settore infrastrutture»

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CASALGRANDE

«Con tutto quello che è successo, un altro anno se ne è andato e la bretella Campogalliano-Sassuolo ancora non è partita». Ha parlato anche di infrastrutture e collegamenti da tempo attesi dal comparto ceramico, il presidente di Confindustria Giovanni Savorani. A partire dall’opera più attesa e discussa, il collegamento autostradale che da Campogalliano di Modena, dove oggi si conclude l’Autostrada del Brennero a pochi km dal collegamento con l’A1, sino a Sassuolo, nel cuore del principale distretto produttivo del settore. Un’operazione da circa mezzo miliardo di euro che comprende un pacchetto molto ampio di interventi, fra cui la tangenziale di Rubiera e un ponte sul Secchia.

Questi mesi di blocco delle attività e dei cantieri hanno rallentato ogni manovra, con impatti sia sui trasporti che, a cascata, sull’inquinamento.

«Lo stop ha impedito anche di proseguire con il lavoro per attivare pienamente lo scalo merci ferroviario di Marzaglia di Modena e con il lavoro allo scalo ferroviario di Dinazzano di Casalgrande, con conseguenze anche a impatto ambientale», riflette il presidente dell’associazione ceramica. L’interruzione non è però stata completa, e su questo fronte si punta all’ottimismo: «Non si è interrotto proprio ogni cantiere, i lavori al porto di Ravenna per quanto ci risulta sono proseguiti e stiamo parlando di una rete collegata a livello regionale, adesso speriamo che si possa andare avanti in questo senso».

In attesa di infrastrutture da completare o potenziare, il trasporto rimane ancora in gran parte affidato alla gomma e ai camion, in un’area dove i livelli elevatissimi di polveri sottili e smog sono temi non da poco. «Noi però in questo senso abbiamo già fatto tanto e continueremo a farlo, continuiamo a mostrare la massima attenzione e non lo dico io, lo dicono di Arpae, l’agenzia ambientale regionale, che dicono come i dati di inquinamento della zona di Sassuolo siano inferiori a quelli delle città di Modena e Reggio», sottolinea Savorani. «Appena si potrà procedere pienamente con il potenziamento delle nuove reti, si potrà migliorare ancora su questo aspetto». —

Adr.Ar.

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