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Dopo due anni di soprusi e violenze i genitori denunciano il figlio 15enne: ora è in comunità

Dopo due anni di soprusi e violenze i genitori denunciano il figlio 15enne: ora è in comunità

Dal 2018 la coppia di genitori subiva ripetuti maltrattamenti dal proprio figlio, spesso per soldi. Pochi giorni fa il trasferimento in una comunità

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REGGIO EMILIA. Dal 2018 una coppia di genitori di Reggio Emilia subisce ripetuti maltrattamenti in ambito familiare da parte del proprio figlio minorenne, con atti di violenza fisica e psicologica spesso per futili motivi che hanno anche causato loro lievi ferite.

Schiaffi al volto, pugni, spintoni, calci e minacce di morte, atti che scaturirebbero anche dall’assunzione di sostanze stupefacenti da parte del minore e da un evidente stato di disagio che si è palesato nel giovane sin dalle scuole medie.

Così il 15 aprile di quest'anno i genitori hanno deciso di sporgere denuncia nei confronti del figlio, ormai esausti dal suo comportamento inspiegabilmente aggressivo. La denuncia è stata presentata a seguito di un episodio accaduto davanti il luogo di lavoro del padre.

Il figlio minorenne si era presentato dal padre per chiedere 150 euro quale regalo per il suo compleanno, ma il padre gliene ha dati 100. Questo gesto ha scatenato la reazione violenta del minore che è andato in escandescenza urlando frasi offensive e sferrando al genitore uno schiaffo.

Dopo la denuncia la polizia ha poi ritirato in via preventiva, per evitare che potessero essere usate dal figlio, una pistola semiautomatica calibro 7,65 con un caricatore e una doppietta calibro 12, armi regolarmente detenute dalla famiglia.

Questo episodio è stato uno dei tanti che ha visto protagonista il minore in questi due anni sia in ambito domestico che al di fuori di esso, soprattutto nel luogo di lavoro del padre dove prima il ragazzino prestava la propria collaborazione, poi bruscamente interrotta, così come ha interrotto improvvisamente gli studi.

Le motivazioni degli atti violenti avevano sempre origine da richieste continue di denaro sfociate in alcune circostanze nel danneggiamento di oggetti nella propria abitazione. La sua aggressività ha suscitato anche la reazione dell’amministratore del condominio per i continui litigi che inevitabilmente provocavano rumori molesti e fastidiosi per la quiete del vicinato, episodi questi ultimi che si sono ripetuti nella recente fase dell’emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del Covid.

I genitori inoltre si sono rivolti a un servizio di assistenza alla persona ma il minore ha sempre rifiutato tali prestazioni. Il ragazzino si è anche reso anche protagonista il 21 aprile scorso di un ulteriore atto di violenza fisica ai danni di una persona di mezza età a Reggio.

In compagnia di altri amici l'adolescente aveva reagito con schiaffi e pugni contro l'uomo, colpevole solo di averli rimproverati per non rispettare le distanze di sicurezza e le norme anti Covid.

Così alla luce di tutto questo il 25 maggio il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale dei Minorenni di Bologna ha applicato nei confronti del piccolo criminale la misura cautelare del collocamento in comunità, con l’avvertimento che in caso di violazione o di allontanamento si potrà disporre la custodia in carcere.

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