Sfascia casa all’amico perché non lo ospita
Per due volte prova inutilmente a entrare nell’abitazione Al terzo tentativo rompe tutto e si ribella ai carabinieri
REGGIO EMILIA
Ciabatte di plastica sparse sulle scale e per terra, i cristalli di un tavolo di vetro andato in frantumi, il televisore e il forno a microonde divelti e lanciati, mobili buttati giù e ovunque, sul pavimento, delle macchie di sangue.
Quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento del centro storico hanno trovato una vera e propria devastazione, causata da un nigeriano che all’alba si è presentato dal conoscente chiedendo nuovamente ospitalità: al diniego di quest’ultimo, ha proferito minacce di morte («io ho già ammazzato in Nigeria e adesso ti ammazzo») e si è scagliato come una furia contro il connazionale, prendendosela anche contro i carabinieri, intervenuti per ben tre volte nel giro di due ore allo stesso indirizzo.
Alla fine del parapiglia Innocent Kelly, nigeriano di 30 anni, che risulta residente a Firenze e a Reggio Emilia è senza fissa dimora, è finito in manette per i reati di violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.
La scena di ordinaria follia si è verificata alle prime ore della mattinata di lunedì scorso, quando per ben due volte – alle 5.45 e alle 6.30 – un nigeriano 26enne ha chiesto aiuto alla centrale operativa dell’Arma, telefonando al 112 e riferendo che un conoscente, al quale egli aveva dato ospitalità nel recente passato, si era presentato a casa sua pretendendo con insistenza di essere ospitato di nuovo nel suo appartamento di via Ferrari Bonini, la via dei frati Cappuccini laterale di via Roma, nel centralissimo quartiere di Santa Croce.
Una pattuglia della Sezione Radiomobile della compagnia di Reggio Emilia si è recata sul posto e in entrambi i casi l’uomo, all’arrivo dei militari, ha desistito e si è allontanato volontariamente.
Ma non c’è due senza tre: alle 7 una nuova richiesta di intervento al medesimo indirizzo, stavolta da parte di una vicina di casa allarmata, che ha riferito di essere stata svegliata dalle urla di un diverbio tra due uomini nigeriani (la vicina ha anche riferito l’unica frase che ha colto, «ti ammazzo») e dai forti rumori provenienti dall’appartamento sul suo stesso pianerottolo.
Stavolta i militari hanno trovato la porta d’ingresso dell’abitazione aperta, o meglio sfondata dall’aggressore, che evidentemente nel frattempo è tornato all’attacco usando la violenza: una volta entrato, l’uomo ha messo a soqquadro tutti gli ambienti distruggendo arredi e suppellettili, per poi avventarsi contro il connazionale.
Anche alla presenza dei carabinieri, catapultati in tale quadro di devastazione, lo sconosciuto ha continuato a distruggere qualsiasi cosa gli capitasse a tiro e a scagliarsi contro l’affittuario nell’intento di aggredirlo, tanto che i militari sono stati costretti a bloccarlo e ad allontanarlo; con non poca fatica, vista la resistenza del giovane che ha risposto prendendo a spinte e calci gli operatori.
Alla fine il 30enne, identificato in Kelly, è stato accompagnato al comando per la formalizzazione dell’arresto, mentre il 26enne è stato medicato al pronto soccorso e giudicato guaribile in cinque giorni.
Il ferito ha dichiarato di non capire perché il conoscente abbia reagito in modo così rabbioso e sproporzionato al suo diniego. —
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