Addio all’imprenditore cui si devono Miss Anguria e il Consorzio Igp
La notizia ha sconvolto Novellara: era stimato per la sua attività e la dedizione per il frutto più famoso della Bassa
la vittima
Alessandro Cagossi
Quando la notizia della tragica scomparsa di Gabriele Bartoli ha cominciato a spargersi a Novellara, nel primo pomeriggio di ieri, ha lasciato un’intera comunità nello sgomento e nell’incredulità.
Bartoli era una persona molto conosciuta per essere stato uno dei promotori della festa “Miss anguria”, evento vetrina delle estati novellaresi, e per essere il titolare, assieme al cugino Sauro, dell’omonima azienda che produce la famosa “Anguria reggiana”, per cui i Bartoli si erano impegnati per ottenere il riconoscimento del marchio Igp, arrivato qualche settimana fa, che rende merito a una delle eccellenze del territorio reggiano.
La famiglia
Sono stati i carabinieri di Novellara a dare la tragica notizia alla famiglia, che abita in Viazza Reatino, nelle Valli novellaresi, a due passi dai campi dove si coltiva il pregiato frutto. Bartoli lascia la moglie Gabriela Gandini, due giovani figli (Arnaldo e Sebastiano, rispettivamente di 15 e 17 anni), la madre 90enne Vilma Ghisi, la sorella Paola, lo zio William, e tanti parenti, tra cui i nipoti Morena, Sauro e il cugino Ivan. Quest’ultimo è titolare di un’altra azienda agricola e presidente del Consorzio dell’anguria reggiana Igp. Il padre di Bartoli, Talito, morì nel 1984, mentre un fratello, Fabio, è scomparso nel 1999.
Ormai da più di mezzo secolo, i Bartoli sono una vera e propria dinastia nella produzione dell’anguria reggiana. Ieri, Gabriele Bartoli era stato visto al lavoro per approntare il chiosco a San Giovanni della Fossa, dove da anni nel periodo estivo la sua azienda vende angurie e ortaggi.
IL LAVORO
Un ritratto della sua figura imprenditoriale si può evincere dalle sue stesse parole, in un’intervista rilasciata qualche anno fa per i Musei Civici: «Il mio lavoro è produrre angurie e meloni. A coltivare angurie hanno iniziato mio padre Talito e mio fratello Fabio negli anni Sessanta. Qui io ci sono nato, amo questo lavoro: finivo la scuola e l’unica cosa che volevo fare era salire sul trattore. Se mi proponessero un altro mestiere non saprei da che parte cominciare». Sul futuro della sua azienda, aveva detto: «Con i miei figli è diverso. Anche se la tendenza contadina è di portare avanti il discorso familiare, io voglio prima vedere se se la cavano a scuola, devono imparare una lingua, la cultura. Verranno a lavorare in campagna solo se non trovano di meglio. Perché in Italia l’agricoltore non è tutelato, non si dà più valore a questo lavoro. E comunque oggi anche per fare agricoltura ci vogliono tante competenze, l’ignoranza non è più ammessa».
I PREMI
Nel 2012 Bartoli aveva vinto il premio internazionale per l’anguria gigante più grande di tutti i tempi (148 chili, 12 più del record precedente), entrando nel Guinness dei primati. Raccontava Bartoli: «Come passione, coltivo anche l’anguria gigante, che nasce da un seme americano. Ho cominciato questo “hobby” alla fine degli anni Novanta. Mi piace partecipare ai campionati internazionali, ci siamo iscritti tante volte e con il crescere dell’esperienza siamo migliorati finché In quell’occasione siamo stati invitati alla convention di Las Vegas e là sono stato premiato. È stata un’esperienza unica perché eravamo 200 coltivatori da tutto il pianeta e c’era tanta voglia di confrontarsi tra noi. Ancora oggi mi scrivo con un agricoltore dell’Arkansas, che mi manda semi originari». Bartoli era attivo anche nell’organizzazione della kermesse “Miss anguria” che si tiene tutti gli anni a luglio in Piazza Unità d’Italia a Novellara. Aveva quasi sempre vinto lui la competizione per l’anguria più pesante.
I RICORDI
Lo scultore novellarese Silvano De Pietri ricorda la generosità di Bartoli che «nel 2018 donò due cassoni di angurie al Comune di Santo Stefano in Cadore (Belluno) dopo che fu colpito da un ciclone che distrusse la foresta locale, abbattendo milioni di alberi». Per Avio Zecchetti, alfiere dell'acetaia comunale di Novellara, «Gabriele era generoso e onesto, dava suggerimenti a tutti, anche in merito alle competizioni per l’anguria più pesante». Da giovane, Bartoli aveva gareggiato nelle squadre giovanili di ciclismo ottenendo buoni risultati, prima di dedicarsi completamente all’azienda di famiglia. Tuttavia, appena poteva saliva in bici per girare nella Bassa o in Appennino, prima o dopo il lavoro, perché quella era rimasta la sua vera passione. Un parente, Dante Bartoli, ricorda che «Gabriele aveva già schivato la morte anni fa in un incidente in camion, mentre consegnava angurie a Milano, uscendone miracolosamente illeso, nonostante la dinamica terribile. Andava sempre in bici da solo perché aveva paura delle uscite in gruppo che riteneva pericolose.È morto per un tragico scherzo del destino, non ci possiamo ancora credere».
Anche il sindaco di Novellara, Elena Carletti, ha voluto esprimere il cordoglio di un’intero paese, profondamente scosso dalla morte di Gabriele Bartoli. «Quando mi hanno avvisata – ha detto – ho davvero sperato che non fosse vero. Prima di tutto il pensiero va alla famiglia di Gabriele, che conosco bene e che merita l’abbraccio forte e la vicinanza di tutta la nostra comunità. È stato tra i promotori e protagonisti dell’affermazione dell’anguria reggiana come prodotto di eccellenza e certamente anche della festa “Miss anguria” che ogni anno organizziamo a Novellara». —
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