Aldrovanti oggi convocato all’ufficio di polizia giudiziaria
GUASTALLA
Gianfranco Aldrovandi – «uno dei fedeli rimasti dell’oratorio di Pieve della generazione anni '50 e '60», come lui stesso ama definirsi, soprattutto in questo periodo durante il quale si è preso a cuore la riapertura dell’oratorio della frazione guastallese attraverso una raccolta di firme – oggi alle 11 deve presentarsi dinnanzi all’ufficiale di polizia giudiziaria per «atti che lo riguardano». Domenica scorsa Aldrovandi si era presentato in piazza Mazzini a Guastalla per sistemare il suo banchetto mobile per continuare a raccogliere le firme, come aveva fatto il giorno prima sul marciapiede dell’oratorio di Pieve. Ma domenica è stato subito circondato da quattro agenti della polizia municipale dell’Unione Bassa reggiana, intervenuti per verificare se il promotore dell’iniziativa avesse i documenti in regola, quindi quantomeno l’autorizzazione a posizionare il banchetto in quello spazio pubblico. Mancando questa autorizzazione, Aldrovandi non ha potuto collocare il banchetto. Ma è anche possibile e che al pensionato esponente del movimento nonviolento, ex militante Dc e di Azione Cattolica, vengano chiesti chiarimenti in relazione ad alcune frasi che erano contenute nel volantino di presentazione della raccolta di firme e dichiarazioni in merito al comportamento di don Nildo Rossi, parroco di Pieve, per la sua gestione degli spazi oratoriali. «Sono curioso di sapere cosa mi diranno – ha detto Aldrovandi –. Se dovessero essere presi provvedimenti come denunce o sanzioni, mi rivolgerò al mio avvocato Gianluca Soliani per una eventuale difesa». —
M.P.
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