Aprono lunedì i centri estivi per la fascia d’età dai 3 ai 6 anni
Sono arrivate 761 domande su un totale di 1.400 posti Per ragioni di sicurezza ci sarà un educatore ogni 5 bambini
REGGIO EMILIA
Sono arrivate 761 domande di iscrizione, su un totale di 1.400 posti disponibili (di cui 890 a gestione diretta comunale e 500 di altri gestori privati), in aumento rispetto allo scorso anno quando gli iscritti erano stati 600. A dimostrazione della necessità, da parte dei genitori reggiani, dei centri estivi, al via lunedì prossimo per la fascia 3-6 anni. Con prezzi che, ha tenuto a sottolineare l’amministrazione comunale di Reggio Emilia, sono rimasti «calmierati», nonostante il significativo aumento di spesa causato dall’obbligo di «piccoli gruppi» e «un educatore ogni 5 bambini», che fa lievitare il personale necessario.
IL PROTOCOLLO
Il protocollo per la riapertura dei centri estivi – frutto di un percorso che ha visto, in modo molto più stringente rispetto al passato, la massima collaborazione tra Comune, istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, Fism (scuole d’infanzia cattoliche), cooperative e mondo sociale, pediatri di base – è stato chiamato “Prove per il futuro: esperienze estive di relazione e di gioco” ed è stato illustrato ieri mattina in municipio alla presenza del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, dell’assessore all’educazione Raffaella Curioni, del direttore Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia Nando Rinaldi, del presidente Fism Sandra Rompianesi, della responsabile cooperazione sociale di Legacoop Sara Manfredini e del direttore di Confcooperative Giovanni Teneggi.
Il nome del protocollo è di per sé un programma, poiché, come ha sottolineato il sindaco Vecchi, «i servizi estivi sono un esperimento, una prova generale per prepararsi a settembre, quando la riapertura della scuola sarà di una complessità mai vista».
Il protocollo, che recepisce le indicazioni regionali, secondo l’assessore Curioni «rimanda alla tradizione educativa del nostro territorio, nel solco del Reggio Approach, e vuole rispondere ai diritti di conciliazione dei genitori (in particolare delle mamme che devono lavorare), ai diritti del personale (insegnanti ed educatori che devono poter operare in sicurezza) e ai diritti dei bambini, nel periodo Covid troppo spesso dimenticati. Abbiamo unito – ha concluso l’assessore Raffaella Curioni – le forze per far tornare protagonisti i più piccoli come è giusto che sia».
SERVIZI ESTIVI
Il sistema educativo 0-6 anni reggiano nell’anno 2019-2020 riguarda 4.356 bambini iscritti alle scuole d’infanzia su 4.752 residenti (91%), tra strutture gestite direttamente dal Comune (1.716 bambini), gestori indiretti convenzionati con coop educative (405 bambini), scuole infanzia statali (791 bimbi), sistema Fism (1.299 bimbi) oltre ai privati (145 bimbi). I centri estivi dai 3 anni (hanno potuto iscriversi coloro che al primo luglio 2020 abbiano compiuto i 3 anni) ai 6 anni partiranno il 15 giugno e finiranno il 17 agosto (divisi in due moduli, dal 15 al 30 giugno e dal 1° al 17 luglio) ma già si pensa di estenderli almeno fino a fine luglio. Gli orari saranno diversi a seconda delle strutture, ma la stragrande maggioranza sarà aperta solo al mattino dalle 8 alle 13. Parecchie le attività di atelier al chiuso e di giochi all’esterno. Nelle strutture comunali e convenzionate la retta a carico delle famiglie sarà di 100 euro a modulo, quindi circa 50 euro alla settimana, indipendentemente dall’Isee.
SOSTENIBILITÀ ECONOMICA
Le normative post Covid hanno fatto schizzare all’insù gli oneri organizzativi. Trovare la quadra tra la necessità di assicurare i servizi e non presentare un conto esorbitante alle famiglie non è stato facile, come ha sottolineato Curioni. «Noi abbiamo cercato di contenere le rette, anche se i gestori privati hanno una certa discrezionalità. Ricordo gli aiuti disponibili: per i genitori il bando conciliazione (6 milioni di euro in tuta la Regione, 400mila euro per il Reggiano che saranno distribuiti in base all’Isee) e i 150 milioni di euro del Decreto Rilancio del Governo (il cosiddetto voucher baby sitter), per i gestori i fondi che la Regione metterà a disposizione».
In tale contesto, nel caso dei gestori già convenzionati, il Comune ha concesso gli spazi in comodato d’uso gratuito. —
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