Due sorelle accusate di stalking da madre e figli vicini di casa
Per il pm si scatenarono con atti osceni, cartelli, azioni giudiziarie pretestuose La difesa: «Dai testimoni sentiti non sono emersi i fatti imputati alle due donne»
CASALGRANDE
Due sorelle sessantenni sotto processo perché accusate di aver reso quattro anni fa un inferno la vita a tre vicini di casa (madre e due figli, ma la donna è nel frattempo deceduta) che si sono costituti parte civile tramite l’avvocatessa Alessandra Magnani.
Accuse di stalking , riassunte in un capo d’imputazione che “parla” di controllo sui movimenti dei tre vicini in entrata ed uscita dalla loro proprietà, ma anche di installazione di “cartelli, avvisi o fotografie contenenti imprecazioni o frasi ingiuriose rivolte nei confronti delle parti offese, nel promuovere azioni giudiziarie pretestuose, nell’alzarsi la gonna e nel fare vedere il fondoschiena al passaggio dei vicini, nell’utilizzare i bidono di olio esausto per fare rumore in qualsiasi ora del giorno”.
Per la Procura evidenti le conseguenze di questo stalking di vicinato: impossibilità di invitare ospiti, rientri a casa di nascosto, evitare di sostare fuori dall’abitazione poi definitivamente lasciata. Sulla vicenda sono stati sentiti – in aula – il comandante della stazione dei carabinieri Vincenzo Marano (raccolse la querela, fece dei sopralluoghi, interpellò i servizi sociali che non ritennero d’intervenire, parlò con le due imputate che negarono), due vicini di casa e la psicologa che ha seguito i due fratelli accusatori in stato di stress e ansia. Quest’ultimi verranno sentiti dal giudice Simone Medioli Devoto nell’udienza fissata per il 16 marzo 2021. Le due sorelle contadine sono difese dall’avvocatessa Giulia Incerti: «Dalle testimonianze sin qui rese in dibattimento – commenta il difensore – non sono usciti gli episodi identificati nel capo d’imputazione». —
T.S.
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