Genitori denunciano il figlio per maltrattamenti
La decisione dopo avere subito per anni le angherie del minorenne tossicodipendente: ora il giovane è in comunità
REGGIO EMILIA
Ha chiesto 150 euro come regalo di compleanno e quando il papà gliene ha dati 100 il figlio minorenne è diventato una furia, urlando offese e sferrando uno schiaffo al genitore. È stata questa l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso: dopo aver subìto per ben due anni le violenze domestiche del figlio, che per acquistare la droga ha reso loro la vita impossibile, i genitori allo stremo si sono decisi a sporgere denuncia.
Ora, al termine dell’indagine condotta dalla polizia di Stato, il giudice per le indagini preliminari del tribunale dei minorenni di Bologna ha applicato nei confronti del minore la misura cautelare del collocamento in una comunità: se il ragazzo - di età compresa tra i 14 e i 18 anni - si allontanerà e non rispetterà il percorso di recupero, andrà in carcere.
Per i coniugi residenti in città l’inferno domestico è iniziato nel 2018, in concomitanza con la tossicodipendenza del ragazzo, che ha iniziato a manifestare disagio già alle scuole medie; con il passare del tempo il giovane si è fatto sempre più aggressivo e la situazione non ha fatto che peggiorare. Prima il ragazzo ha abbandonato gli studi, senza fornire spiegazioni. Poi ha iniziato una collaborazione nel luogo di lavoro del padre, anche lì causando guai prima di interrompere bruscamente l’attività.
Le sue scenate domestiche hanno causato anche l’intervento dell’amministratore condominiale, stanco di ricevere continue rimostranze dei vicini per le urla e i rumori molesti che sono proseguiti anche nella fase dell’isolamento dell’emergenza Covid-19.
Il 21 aprile scorso il ragazzo ha aggredito pure un vicino di casa che ha osato rimproverare lui e gli amici perché si riunivano davanti all’abitazione nonostante il divieto di assembramento: il signore è stato preso a calci e pugni ed è caduto per terra, rimediando venti giorni di prognosi.
Al centro del crescendo di violenza c’erano soprattutto i genitori, terrorizzati dalle continue richieste di denaro: se non riceveva soldi sufficienti, il minore si scatenava sia contro le cose, distruggendo mobili e suppellettili, sia mettendo le mani addosso ai familiari. Spintoni, schiaffi al volto, pugni, calci e minacce di morte: è quanto hanno subìto in silenzio mamma e papà, sperando in un ravvedimento. I genitori si sono rivolti anche agli assistenti sociali, ma il figlio ha sempre rifiutato aiuti. Fino allo schiaffo al papà il giorno del compleanno, al quale hanno assistito due amici dell’aggressore che sono riusciti a riportarlo alla calma.
Dopo quell’episodio il 15 aprile scorso marito e moglie, ormai esausti, si sono presentati in questura e hanno denunciato il figlio per maltrattamenti in famiglia.
In sede di denuncia la pistola semiautomatica calibro 7.65 e una doppietta calibro 12, regolarmente detenute dal padre, sono state sequestrate: lo prevede la nuova normativa entrata in vigore nel luglio 2019 del Codice Rosso, anche se il proprietario è la vittima, proprio per tutelare le parti in causa ed evitare eventi tragici. —
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