Nella Lega Vinci tira il freno «Non si danneggi Reggio»
Il parlamentare del Carroccio sull’emendamento annunciato dal leader Salvini «Sono favorevole, ma non si tolgano altre corse alla nostra Mediopadana»
REGGIO EMILIA
«Av a Parma? Sono d’accordo solo se manterranno lo stesso numero di treni a Reggio, che non deve essere danneggiata». Il leader della Lega, Matteo Salvini, è partito come un treno, annunciando l’emendamento al Decreto rilancio per dotare anche Parma di una fermata Av. Ma il parlamentare reggiano del Carroccio e segretario emiliano uscente, Gianluca Vinci, tira il freno a mano di fronte all’ipotesi che i cugini parmigiani abbiano una loro stazione Av in diretta concorrenza con la Mediopadana. «La Mediopadana è il fiore all’occhiello di Reggio e non deve essere danneggiata. Ma il pallino è nelle mani di Bonaccini e della ministra De Micheli, quindi del Pd. E non escludo che la De Micheli, che è piacentina, abbia interesse di uno spostamento dell’Av verso Parma e quindi di un avvicinamento a Piacenza».
Vinci, detta così sembra quasi una questione personale. Non crede?
«È anche una questione di prestigio personale. È chiaro che per la De Micheli avere una stazione Av più vicina a Piacenza sarebbe una grossa vittoria. Senza contare che Bonaccini l’ha promessa a più riprese».
L’emendamento “anti-Mediopadana” però è della Lega. O sbaglio?
«Salvini non ha detto nulla su Reggio, ma solo che Parma se la merita. Se il Pd vuole fare a Parma questo regalo lo faccia, basta che non tolgano fermate a Reggio, sennò rischia di diventare davvero una cattedrale nel deserto. Più che altro il vicesindaco Pratissoli in consiglio è stato molto generico. Questo è preoccupante. Se c’è un ministro del Pd che dice una cosa e il mio assessore non smentisce tutto vuol dire che qualcosa non va. Per Reggio un calo dei treni sarebbe un grosso colpo. Aggiungo anche un dettaglio, di cui chi usa l’Av si è accorto: dal 1° gennaio Reggio ha subito l’eliminazione dei treni diretti da e per Roma. Adesso ci sono sempre fermate intermedie a Bologna o Firenze, allungando il viaggio di 55 minuti. Mi piacerebbe sapere cosa dice Delrio, visto che quei treni diretti li chiamavano “treni Delrio”. Non vorrei che Delrio stesso e il Pd reggiano abbiano perso un po’ di potere all’interno del partito nazionale. E non vorrei che a pagarne sia la comunità reggiana, che ha subìto questo azzoppamento sulla linea».
Non crede che con l’Av a Parma possa esserci un ulteriore azzoppamento?
«Ci sono treni diretti Milano-Bologna-Roma che transitano a Reggio senza fermarsi. A Parma potrebbero fermarsi quelli. Oppure altri treni togliendo la fermata a Bologna per darla a Parma. C’è la possibilità di “giocare” sulle fermate, ma bisogna che ci sia la volontà di farla. L’importante è non togliere corse a Reggio».
Non trova strana questa polemica? Insomma sia il Pd sia la Lega pare dicano la stessa cosa... ma volano comunque frecciate...
«In realtà una differenza c’è».
E quale sarebbe?
«La differenza è che Bonaccini e la De Micheli se vogliono possono farlo, giusto o sbagliato che sia, essendo governatore e ministro. L’idea dell’Av a Parma piace anche a me, ma a patto che non diminuiscano le fermate su Reggio. Quando una cosa è buona è buona. Il vero punto è un altro: anche i piacentini e i modenesi vorrebbero l’Av, ma poi bisogna calcolare chi ha il potere di farla. Il potere ora ce l’hanno loro, che devono mantenere una promessa elettorale, che spero solo non danneggi Reggio. Per questo dico che in realtà è tutta una partita interna il Pd. Vediamo se il Pd di Reggio subirà il Pd piacentino...». —
E.Spa.
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