Pallacanestro, gestione delle palestre in scadenza «Puntiamo al rinnovo»
NOVELLARA
«Il nuovo palazzetto? Per ora rimane una chimera. Ad agosto scade il contratto stipulato tra Pallacanestro Novellara e Comune che assegna a noi la gestione delle tre palestre comunali. Speriamo che il percorso per un eventuale rinnovo si svolga senza troppi intoppi».
Giovanni Davoli, dirigente responsabile della Pallacanestro Novellara, parla dell’aspetto logistico, per così, dire, dell’attività sportiva in paese. Per tutto quanto il resto, dichiara: «Tanta gloria, tanti momenti toccanti, ma anche difficili. Siamo una società che si muove su due fronti: la Pallacanestro Novellara gioca la Serie C silver della Fip, mentre Nubilaria basket gareggia nei campionati amatoriali Csi. Abbiamo 243 tesserati e giochiamo 11 campionati settimanali. Un impegno che vive grazie al volontariato di tutti».
Tra i momenti toccanti, quello di avere avuto, tra gli avversari, anche Kobe Bryant.
«Nel nostro piccolo lo abbiamo voluto ricordare come nostro “avversario” che ci sconfisse nella finale provinciale giovanile del 1990. Ci “piace quasi” pensare di essere stati una delle sue “prime vittime” di una fantastica carriera».
Passando ai successi, sono quattro i giocatori usciti dalle giovanili che hanno calcato i parquet di Serie A.
«Si tratta di Giorgio Cattini, Amos Benevelli, Claudio Malagoli e Alessandro Davolio».
Un appuntamento prestigioso è il Memorial Malagoli, importante vetrina nazionale per il basket giovanile.
«Quest’anno sarebbe stata la 33esima edizione, se non ci fosse stata l’emergenza Covid. Tra gli altri, in questo torneo hanno giocato Andrea Meneghin, Amedeo Della Valle, Marco Belinelli, Danilo Gallinari, e Nicolò Melli».
Ogni anno viene a farvi visita qualche allenatore di Serie A.
«Vengono a tenere lezioni tecniche per i nostri allenatori. Max Menetti, quando allenava a Reggio, ci veniva a trovare spesso. L’anno scorso è venuto Meo Sacchetti, coach di Cremona e della nazionale».
Parlando dei momenti difficili, come siete usciti dal fallimento del 2011?
«Abbiamo deciso di accollarci i debiti della precedente gestione. La società è composta da 102 soci che, facendo da garanti al debito, hanno firmato una fidejussione per 100mila euro. Dobbiamo anche ringraziare un centinaio di sponsor locali. Senza dimenticare il nostro pubblico fedele, che riempie sempre gli spalti».
Che approccio avete adottato per giocare la Serie C?
«Dal budget annuale di circa 130mila euro, 70mila euro li spendiamo per il settore giovanile. In prima squadra provengono tutti da lì, eccetto uno. Tanti ragazzi vengono dai paesi vicini, per gli allenamenti li andiamo a prendere in pullmino».
Puntare sui giovani vi ha permesso di vincere nel 2017 il campionato italiano under 18.
« La nostra squadra si è laureata campione d’Italia, sconfiggendo Fortitudo Bologna, Udine, Sassari e Mestre».
Avete anche una grande attenzione per il basket amatoriale.
«Non lasciamo a spasso a nessuno, in nome dello sport per tutti. Chi non riesce a raggiungere la prima squadra, ma vuole continuare, è sempre il benvenuto». —
Alessandro Cagossi
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