Gazzetta di Reggio

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PARMIGIANO REGGIANO 

Quotazioni in calo Tra le proposte il ritiro dal mercato di 230mila forme

Luigi Vinceti
Quotazioni in calo Tra le proposte il ritiro dal mercato di 230mila forme

Di questo si parlerà nell’assemblea del prossimo 24 giugno Bertinelli: «Mai come oggi è importante essere uniti» 

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REGGIO EMILIA

Nella storia del Parmigiano Reggiano le fasi critiche sul mercato non sono certo un fatto nuovo, ma un calo delle quotazioni di quasi il 40% rappresenta una novità decisamente imprevedibile. Ciò desta serie preoccupazioni nei caseifici che negli ultimi anni si erano abituati a marginalità ben diverse. Nel 2019 la quotazione media risultava inizialmente pari a 10,75 euro al chilogrammo ma in ottobre è bruscamente scesa sotto i 10 euro. Poi sono arrivati i dazi imposti da Trump alle vendite sul territorio degli Stati Uniti alle quali si è aggiunto il lungo periodo del lockdown che ha praticamente chiuso il canale Horeca, tanto che oggi si viaggia intorno ai 7,20 euro al kg. A soffrirne è in particolare il prodotto nuovo stagionato da dodici mesi che molti grossisti, spaventati dalla negativa fase congiunturale, hanno deciso di snobbare. Cosa occorre fare per rimediare a questa congiuntura così negativa?

Il Consiglio di amministrazione del Consorzio che tutela il Parmigiano Reggiano è sceso in campo e ha in animo di attuare alcune sostanziali iniziative che verranno presentate e discusse nell’assemblea dei consorziati che è stata convocata per il prossimo 24 giugno. La prima proposta consiste nel ritiro dal mercato di 320 mila forme di formaggio di cui 160 mila prodotte nell’ultimo quadrimestre 2019 e altrettante nel primo quadrimestre 2020. Una bella montagna di formaggio che andrebbe acquisita dal Consorzio nei 335 caseifici associati allo scopo di riequilibrare il mercato. Le forme sarebbero poi conservate nei magazzini per stagionare più a lungo ed essere infine riammesse progressivamente alla vendita con una più adeguata remunerazione. Un simile comportamento è già stato adottato, con successo, nel 2014-2015. Inoltre c’è l’intenzione di intervenire sulle quote di produzione già programmate per il prossimo triennio e non manca il proposito di avvalersi delle misure nazionali contenute nel decreto sul rilancio dell’economia. «Meno male – anticipa frattanto il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli – che la grande distribuzione ha registrato, al contrario delle vendite all’estero e nel canale Horeca, un incremento superiore al 30%. Sono quindi fiducioso che le misure che stiamo per assumere, spinte da un adeguato piano di marketing, ci consentiranno di chiudere anche un anno così anomalo come il 2020 su livelli analoghi al 2019». «Mai come oggi – il suo appello – è importante che le nostre aziende siano coese. Avremo modo di verificarlo nel confronto sulle prospettive per il futuro fissato per mercoledì 24giugno». —





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