Tentato omicidio, il ferito accusa in aula il coinquilino
Il 27enne è parte civile: «Litigammo per l’uso dell’auto aziendale, poi la coltellata» L’imputato parlerà nella prossima udienza, come il testimone oculare del fatto
Tiziano Soresina
BRESCELLO
È iniziato ieri – in tribunale a Reggio Emilia – il processo che vede il 45enne Antonio Stanco accusato di tentato omicidio nei confronti del coinquilino.
Come ricostruito dai carabinieri, i due litiganti occupavano lo stesso appartamento (in via Chiesa a Lentigione) ed erano pure dipendenti della medesima azienda. Il 45enne e lo straniero (un 27enne originario del Burkina Faso) erano venuti alle mani il 15 maggio dell’anno scorso a causa di incomprensioni circa l’impiego dell’auto aziendale per recarsi sul posto di lavoro. Litigio poi decisamente degenerato: per un vistoso taglio al collo, il 27enne era stato ricoverato in gravi condizioni nel reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale di Parma, ma se la caverà. Il ferito – costituitosi parte civile tramite l’avvocato Gentian Alimadhi – è stato sentito ieri in aula. Il giovane ha confermato le accuse, spiegando alla Corte (presieduta da Simone Medioli Devoto, a latere Sarah Iusto e Chiara Alberti) che quel giorno c’era stato un battibecco iniziale, a cui aveva fatto seguito un altro litigio più violento, culminato nell’aggressione subita con un coltello. Il movente? Un diverbio sull’uso dell’auto aziendale. Per il pm Giulia Stignani il fatto che il 27enne si fosse rifiutato di consegnare le chiavi di quella macchina, aveva scatenato la reazione dell’imputato. In udienza raccolte altre due testimonianze, cioè quella del medico che operò d’urgenza – a Parma – il ferito e un vicino di casa che soccorse il giovane. Testimonianze analizzate, nel controesane, dall’avvocato Mario Di Frenna che difende l’imputato. «Verificheremo – dice al termine il difensore – se il testimone oculare confermerà nella prossima udienza (il primo luglio, ndr) la versione data dalla parte offesa». Sempre nella prossima “tappa” del procedimento sarà sentito anche Antonio Stanco che si trova agli arresti domiciliari. Nell’udienza di convalida dell’arresto il 45enne si era avvalso della facoltà di non rispondere: era apparso molto scosso, oltre che con ferite sulla fronte e al polso. Sfregi che “raccontavano” di una contrapposizione fra due persone. Nella casa i carabinieri avevano trovato due coltelli con evidenti tracce di sangue. —
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