Blitz all’alba in cerca di armi e droga Smantellata la rete della coca da Scampia
I carabinieri hanno arrestato dieci persone sequestrando 300 grammi di cocaina e un fucile. Gli indagati sono 17
Miriam Figliuolo
CASTELNOVO MONTI
Sono stati arrestati principalmente nel Comune capoluogo – ma ieri uno è finito in manette a Baiso e un altro è residente nella bassa reggiana – i principali protagonisti di un sistema capillare di spaccio di cocaina, che ha visto impegnati, all’alba di ieri, i carabinieri della comando provinciale di Reggio Emilia e quelli della compagnia di Castelnovo Monti in un blitz per l’esecuzione di una ventina di perquisizioni: 17 sono gli indagati e 10 gli arresti complessivi (quattro ieri mattina, sei nei mesi precedenti), e oltre 300 grammi di cocaina sequestrata.
Spaccio e traffico di stupefacenti i reati contestati, ma anche detenzione illegale di arma da fuoco.
La droga, purissima, arrivava tutta dalla Campania, dai quartieri napoletani di Scampia e Secondigliano. Ingenti quantitativi, secondo gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore di Reggio Emilia Iacopo Berardi, in grado di rendere per ciascuno spacciatore 500 euro al giorno. Nel complesso il giro di affari stimato era di circa 10mila euro al giorno.
Ieri mattina il blitz è scattato con la partecipazione anche dei militari del quinto reggimento “Emilia Romagna” di Bologna in servizio Sat (Supporto Arma territoriale) e di unità cinofile del comando provinciale di Bologna, che hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione nell’ambito del quale sono saltati fuori 130 grammi di cocaina oltre a un fucile risalente alla seconda Guerra mondiale, non denunciato.
Altri 170 grammi di cocaina i carabinieri li avevano già sequestrati contestualmente all’attività di indagine che si protraeva da fine dicembre dell’anno scorso.
In particolare il 31 dicembre venne arrestato a Reggio Emilia un 42enne campano, residente nella bassa reggiana, trovato in possesso di 30 grammi di cocaina purissima, commercializzabile per almeno 20 mila euro di controvalore. Dalle conoscenze e parentele di questo primo arrestato i carabinieri sono risaliti a una rete di spacciatori già noti alle forze dell’ordine. La successiva attività investigativa, anche con l’uso di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha permesso di confermare i sospetti già maturati dagli inquirenti: ovvero l’esistenza di un sodalizio focalizzato sugli stupefacenti ma che non disdegnava incursioni in altri rilevanti traffici, come quello delle armi.
I dettagli sono emersi nell’ambito di una conferenza stampa, ieri alle 15, tenutasi, per motivi legati al rispetto dei criteri di sicurezza anti Covid, davanti ai cancelli del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, alla presenza del tenente colonnello Stefano Bove, comandante del Reparto operativo di Reggio, e del capitano José Ghisilieri, comandante della compagnia di Castelnovo Monti.
L’operazione, denominata Fast car, per la consuetudine degli indagati, in particolare uno, a scambiarsi e prestarsi auto anche di lusso con le quali veniva trasportata la droga destinata allo spaccio nella nostra provincia. —
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