La sfida fra Pd e Lega sull’Av di Parma si gioca in Regione in ordine sparso
Dubbi suI progetto da parte dei dem reggiani in consiglio Spiragli leghisti, ma senza gli slanci del Carroccio nazionale
REGGIO EMILIA
Parma non s’accontenta dell’interconnessione con la linea ad alta velocità, che le permette di raggiungere Milano in metà tempo. Vorrebbe una propria fermata Tav a soli 30 chilometri dalla Mediopadana, che rischierebbe così di perdere passeggeri. Risorgono quindi i fantasmi dell’atavico campanilismo, malgrado i buoni rapporti tra Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, e il nostro Luca Vecchi.
Lo stesso Stefano Bonaccini ha lasciato intendere la disponibilità della Regione a sostenere il progetto parmigiano, sul quale convergono da opposte sponde la piacentina Paola De Micheli, ministra Pd alle infrastrutture, e Matteo Salvini della Lega, promotrice di un emendamento al decreto Rilancio. Nel polverone cercano di districarsi i politici reggiani di maggioranza e opposizione, poco disposti a subire dall'alto imposizioni lesive degli interessi locali.
Dopo la decisa presa di posizione del consigliere regionale Pd Andrea Costa intervengono i suoi colleghi. Quelli di centrosinistra si allineano con Vecchi nel proporre soluzioni complementari per le due città.
«Bisogna superare – afferma Roberta Mori del Pd – questa piccola competizione fra territori e puntare invece sulla qualificazione del sistema regionale dei trasporti valorizzando le diverse potenzialità e su ciò che meglio funziona sul piano locale. Siamo in una situazione d’emergenza. È legittimo curare il proprio territorio, ma in un quadro complessivo, approfondendo con serietà la riflessione sui problemi. Salvini, invece, ha fatto solamente un’uscita strumentale, sopra le righe e fuori asse».
Ottavia Soncini, anch’ella del Pd, è più categorica nel bocciare la fermata Tav a Parma: «Mettere in discussione la Mediopadana significa mettere in discussione l’intero progetto dell’Alta Velocità. Aumentare le fermate aumenta i tempi di percorrenza, allontanando l’Emilia-Romagna da Napoli, Roma, Milano e (in futuro) dall’Europa. Servono proposte serie e concrete, per guardare avanti e non alle competizioni campanilistiche. Ragioniamo di area vasta anche sulle infrastrutture. Consideriamo la Mediopadana un hub emiliano che non appartiene solo a Reggio ma che porta sul nostro territorio ogni giorno centinaia di persone».
Federico Amico, consigliere di Emilia Romagna Coraggiosa, crede che si debba dare la precedenza ad altre opere: «Occorre intervenire prioritariamente sul trasporto pubblico locale, a prescindere dalle esigenze di Parma. È ora di realizzare le metropolitane di superficie e di elettrificare le linee secondarie. In questo modo si può connettere la Mediopadana con Mantova e migliorare il collegamento con Parma e Modena. La Mediopadana è da completare prima di realizzare una fermata a Parma, che comporterebbe altre opere con ulteriore consumo del suolo. Le città devono cooperare. Salvini, invece, non fa che aizzare i campanilismi». Mentre non siamo riusciti a contattare Stefania Bondavalli della lista civica Bonaccini presidente, abbiamo raccolto i pareri dei consiglieri leghisti, che prendono qualche distanza da Salvini.
«La fermata a Parma – afferma Maura Catellani – è una cosa positiva per Parma stessa, ma corre l’obbligo di chiedersi quali saranno le conseguenze per Reggio Emilia. Se oggi Parma ha l’esigenza di dotarsi di una stazione AV è anche perché Reggio, a guida Pd, non è ancora stata in grado di realizzare le infrastrutture collaterali necessarie ad accogliere il carico di tante province. La partita ora è nelle mani del Pd e forse su questo i colleghi di maggioranza dovrebbero decidersi, poichè oggi non appaiono allineati. Due fermate a breve distanza devono essere gestite in modo oculato. Se sceglieranno di dotare anche Parma di una stazione, la cosa importante è che non vada a detrimento di Reggio. È quindi fondamentale che restino le stesse fermate, le stesse corse».
È possibilista anche Gabriele Delmonte: «La fermata di Parma sarà utile all’Emilia se sarà fatta bene, incrementando il traffico complessivo senza diminuire quello di Reggio. Ora la Mediopadana è sfruttata poco e c’è spazio per un altro scalo. Si tratta solo di alternare le corse. L’emendamento di Salvini è una proposta che apre la discussione. La decisione spetterà alla maggioranza». —
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