«Agli assistenti sociali io farei come Hitler con gli ebrei»
Divieto di avvicinamento per un imprenditore 50enne che da tempo contesta l’affidamento dei figli. I carabinieri accertano comportamenti molesti e diffamanti
CASTELNOVO MONTI
E' una vicenda che va avanti da tempo, quella che vede un imprenditore cinquantenne di Castelnovo Monti in posizione estremamente critica verso i servizi sociali del paese per questioni legate all’affidamento dei figli. Una posizione che però l’uomo ha travalicato in comportamenti illeciti piuttosto gravi: non concordando con le decisioni assunte dalle operatrici del servizio sociale al quale, dopo la separazione dalla compagna, erano stati affidati i suoi figli minori, l’uomo ha infatti tenuto, da circa tre anni, una serie di reiterate condotte che, secondo la tesi accusatoria, sono ritenute moleste, denigratorie e minacciose nei confronti delle quattro operatrici e della responsabile del servizio sociale.
Episodi persecutori per i quali, al termine delle indagini, i carabinieri in forza alla stazione di Castelnovo Monti hanno denunciato alla Procura di Reggio Emilia l’imprenditore 50enne per atti persecutori continuati, resistenza a pubblico ufficiale e diffamazione. Il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri di Castelnovo Monti, ha richiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia l’applicazione della misura coercitiva del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime e alla sede dei servizi sociali, prescrivendogli anche il divieto di comunicare con qualsiasi mezzo con le parti offese. Provvedimento che ieri è stato eseguito dai carabinieri della stazione di Castelnovo Monti, che hanno condotto le indagini dalle quali è emerso come le vittime, dal 2017, erano perseguitate e sottoposte a continue condotte moleste e diffamanti che le vedevano essere denigrate e minacciate anche a mezzo dei rispettivi profili Facebook. Reiterate manifestazioni minacciose come, ad esempio il presentarsi ad ogni ora e senza preavviso alcuno alla sede dei servizi sociali, richiedendo di parlare con le operatrici, di registrare gli incontri protetti con le stesse; pretendere che a tali incontri intervenissero i carabinieri; che le operatrici svolgessero indagini sul conto dell’ex moglie nelle modalità da lui indicate.
Tra le frasi che l’uomo ha diffuso su Facebook nei confronti delle operatrici ve ne sono alcune dal tono veramente pesante, come ad esempio «agli assistenti sociali io farei come Hitler con gli ebrei» (riferito ad una foto ritraente della legna da ardere); «Mi chiamo Attila e mi nutro solamente di assistenti sociali, aiutatemi» , o ancora «Lo so assistenti sociali è un po’ verde… certo brucerete meglio voi... chi di spada ferisce di inceneritore perisce».
Social network usato per minacciare le vittime anche sui rispettivi profili, dove l’uomo pubblicava foto e altre frasi moleste e dal contenuto minaccioso. Condotte che hanno cagionate alle vittime un perdurante stato d’ansia nonché un mutamento nelle abitudini di vita e di lavoro, quali evitare di stare sole in ufficio, chiudere a chiave la porta degli uffici, installare all’esterno degli uffici un video-citofono. —
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