I cacciatori sfalciano l’erba nei luoghi più amati dai turisti
L’assessore Lugli: «Grazie al lavoro dei volontari la qualità dell’ambiente e del territorio migliora, la natura ne ha bisogno»
CARPINETI
Cacciatori armati di “falce e rastrello” per pulire la bellissima zona del santuario di Mandra. È stato un fine settimana all’insegna dell’attenzione al verde, quello passato da diversi cacciatori carpinetani per sistemare alcuni dei luoghi storici della zona, molto battuti dal cosiddetto turismo di prossimità tornato di grande attualità in questi mesi.
«Coordinati da Gianfranco Campani, consigliere comunale con delega alla manutenzione delle strade, per un paio di giorni le “doppiette” della zona hanno messo nel mirino tutt’altro: ordine e pulizia di sentieri e carraie piuttosto che lepri, fagiani ed altra selvaggina», spiegano dall’amministrazione comunale. Uno dei punti in cui si è interventi, grazie ai veterani Emore Violi e Gianfranco Canovi, è Mandra, nella vallata di Pianzano, a metà fra Valestra e la fondovalle Tresinaro. «Gli itinerari naturalistici della zona in queste settimane sono infatti frequentate da tantissima gente che sta scoprendo e riscoprendo le bellezze storico-naturalistiche del Carpinetano, a un tiro di schioppo dalla città. Mandra, ad esempio, con il santuario che domina buona parte della Valle del Tresinaro, richiama alla memoria dei cultori della storia del diritto l’insigne giurista Jacopo, signore del posto e professore a cui si fa risalire la fondazione nel 1188 di una “università” a Reggio Emilia», sottolinea l’assessore all’Ambiente e alla Cultura, Roberto Lugli. Opere di controllo della vegetazione spontanea con tanto di “spollonature” sono state effettuate lungo la circonvallazione del capoluogo e nelle aree ristoro a fianco dei camminamenti di Pantano e Marola, fra le località più frequentate da abitanti di seconde case e turisti. Conclude: «La qualità dell’ambiente e del territorio di Carpineti anche quest’anno si arricchisce di un contributo importante, fatto di volontariato allo stato puro, consapevole che il corso e le dinamiche della natura hanno bisogno della mano dell’uomo, pronta a prelevarne i prodotti ma anche disponibile a rispettarla e ad accudirla». —
Adr.Ar.
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