Reggio Emilia prova a ripartire con un piano strategico sulla città
Criticità e sfide nel documento presentato dal sindaco Vecchi: in mancanza di risorse il livello dei servizi andrà ripensato
REGGIO EMILIA
Si riparte, ma non per tornare ad essere come prima. Un passaggio per il quale il Comune chiede alla città un cambio di passo e di ridiscutere le priorità e le scelte di lungo periodo. Per i prossimi mesi il Comune e la stessa comunità, questa l’analisi del sindaco Luca Vecchi, «sono chiamati ad affrontare e risolvere problemi contingenti, ma anche ad avere una strategia, che delinei un modello di città da qui al 2030». La trama su cui Reggio si basa per la ripartenza, nel documento presentato ieri in Comune dal sindaco e dalla giunta quasi al completo (mancava solo l’assessore Tria), è rappresentata dagli investimenti pubblici e dai 150 progetti tra vecchi (molti) e nuovi da realizzare. Come è scritto nel documento stesso si deve partire con il presupposto che «la comunità e la città sono chiamate ad un cambio di passo in cui la propria identità si confronta sia con l’esigenza della difesa del virus sia di cambiamento prospettico». Significa che la città, il suo tessuto produttivo, il sistema dei servizi, il welfare, la cultura, le scuole, lo sport, devono ripartire tenendo conto del distanziamento e di ciò che è necessario fare per non doversi nuovamente fermare in caso di un ritorno del Covid e al tempo stesso pensare al futuro di Reggio.
Il nodo delle risorse
Una scommessa quella del documento della giunta che ha il suo tallone d’Achille, ha riconosciuto lo stesso primo cittadino, «nella quantità di risorse a disposizione». Le risorse promesse fino ad ora dal Governo sono infatti insufficienti a mantenere l’attuale livello dei servizi, che andranno ripensati. La seconda criticità sta nel fatto nel fatto che inevitabilmente si tratta di un documento omnicomprensivo. Ma arriverà il momento delle scelte e saranno comunque necessari due assestamenti al bilancio comunale, «a luglio e in autunno», ha anticipato l’assessore al Bilancio Daniele Marchi.
Un documento aperto
Il documento presentato ieri in precedenza era stato illustrato a forze economiche, categorie professionali, Ausl, Università, Istituzioni nidi e scuole, Istituzioni culturali, Fondazione Manodori e nei prossimi giorni lo sarà ai rappresentanti del Terzo Settore, del volontariato e dello sport. E, ha sottolineato Vecchi, «è un documento aperto al contributo della collettività che arriverà anche in consiglio comunale». Le sfide di welfare, cultura, protagonismo dei quartieri, centro storico sono i primi capitoli indicati, con l’assunto che Reggio «deve tenersi stretti quel senso di responsabilità personale e collettiva e senso civico che l’anno caratterizzata nella fase di emergenza». A cui si aggiunge la necessità di ripensare la sanità e il sistema socio-sanitario, organizzare al meglio la qualità della vita degli anziani e riflettere sul modello “educativo” con l’Università che nel frattempo è passata da 4mila a 10mila studenti. «Il Comune – ha detto l’assessore Raffaella Curioni – a settembre sarà pronto, ma per la riapertura delle scuole serve nuovo personale». Tutto da definire per la riapertura del teatro Valli, del palasport, dello stadio e dell’Arena spettacoli, «che sarà aperta quando non ci sarà più il Covid».
Città e Territorio
Questi i temi su cui serve un ripensamento per mettere al centro la persona, la sostenibilità e la relazione tra uomo e ambiente» Quindi mobilità sostenibile, piste ciclabili, allargamento della zona pedonale, interventi su tempi e orari, introduzione del servizio a domanda nel trasporto pubblico.
Economia e lavoro
«Non possiamo più schiacciare tutto dentro una visione economica-finanziaria» ha detto il sindaco sottolineando la capacità di «resilienza e di innovazione del tessuto produttivo». La previsione, ha poi aggiunto, è che «la perdita di Pil del 10% non avverrà in tempi rapidi. Il Comune farà la sua parte con il piano di opere pubbliche e di investimenti». Tra questi il sistema delle tangenziali, la costruzione del Mire (ci sono già a disposizione 40 milioni), il progetto di riqualificazione di via Turri (5,5 milioni), gli 8 milioni per l’edilizia scolastica e i 12 per Campus e Seminario.
Mediopadana
«Stiamo lavorando – ha detto Vecchi – alla definizione di un accordo per lo sviluppo ulteriore del rapporto della Stazione Mediopadana con il nostro territorio, è allo studio di fattibilità il Progetto Tranvia e presto sapremo quale impresa realizzerà il completamento della Tangenziale Nord a cura di Anas per un investimento di 260 milioni».
Tassa di SOggiorno
Oltre alle diverse agevolazioni ed esenzioni già attivate sarà sospesa l’applicazione dell’imposta di soggiorno prevista da settembre. —
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