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A trent’anni dalla morte di don Margini comincia il processo di canonizzazione

Luciano Salsi
A trent’anni dalla morte di don Margini comincia il processo di canonizzazione

È stato ispiratore del Familiaris Consortio. Il 21 giugno, alla presenza di Camisasca, l’insediamento del Tribunale diocesano

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REGGIO EMILIA. L’8 gennaio dell’anno scorso, nel 29esimo anniversario della morte di monsignor Pietro Margini, il vescovo Massimo Camisasca ufficializzò la sua decisione di promuovere la canonizzazione del parroco di Sant’Ilario d’Enza che ha lasciato una folta schiera di devotissimi seguaci. Ora si arriva al dunque. Domenica prossima, 21 giugno, il processo di canonizzazione prenderà il via a Borzano di Albinea con una messa presieduta da Camisasca.

La celebrazione eucaristica sarà officiata alle 18 nella casa Ecce Mater della comunità sacerdotale Familiaris Consortio, in presenza delle autorità civili e religiose e in quell’occasione verrà insediato il tribunale diocesano incaricato di istruire il processo con la raccolta dei documenti e delle testimonianze utili alla causa.

Un contributo fondamentale, in questo senso, sarà dato dal movimento Familiaris Consortio, formato dai laici che hanno istituito presso le scuole da loro gestite al Gazzaro di Sant’Ilario una cospicua raccolta museale dedicata al sacerdote.

Pietro Margini nacque a Sant’Ilario d’Enza il 5 gennaio 1917. Fu ordinato sacerdote il 9 giugno 1940. Nell’ottobre dello stesso anno fu inviato come coadiutore nella parrocchia dei santi Quirino e Michele di Correggio.

Iniziò la sua opera tra i giovani mediante l’insegnamento della religione cattolica e la direzione spirituale nelle scuole medie e superiori correggesi.

Il suo impegno educativo si ispirava all’enciclica Mystici Corporis Christi, promulgata da Pio XII il 29 giugno 1943. Ne derivò, verso la metà degli anni Cinquanta, la proposta ad alcuni giovani di mettere in pratica un ideale di vita conforme a quello delle prime comunità cristiane. Nel 1957 nacque così a Correggio la prima piccola comunità costituita da coppie di fidanzati che presto sarebbero stati sposi.

Nell’agosto del 1960 don Pietro fu trasferito come nuovo parroco nel suo paese natale. Da allora tanti correggesi lo seguirono e ampliarono a Sant’Ilario la schiera dei suoi seguaci. Il suo operato fu caratterizzato da un sempre più attivo coinvolgimento dei fedeli laici nelle attività pastorali ed educative, che trovò particolare espressione nella fondazione di scuole parrocchiali. Fiorirono negli anni Ottanta, tra i suoi figli spirituali, le prime tre vocazioni sacerdotali.

Pietro Margini morì l’8 gennaio 1990 e fu insignito del titolo di Servo di Dio, che la Chiesa assegna dopo la morte alle persone che si sono distinte per “santità di vita”. Era già un primo passo verso l'altare, al quale può fare seguito il titolo di “venerabile”, che spetta a chi abbia dato prova di “eroicità della virtù”.

In questa prima fase il Tribunale diocesano ascolterà le deposizioni di testimoni, chiamati a riferire sul suo esercizio eroico delle virtù cristiane. Al termine dell’istruttoria gli atti e la documentazione, se ritenuti idonei, saranno trasmessi alla Congregazione per le cause dei Santi a Roma.

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