«Idea fuori tempo massimo c’è solo la Mediopadana»
Storchi (Unindustria): «È una partita chiusa: sarebbe un costo senza ritorno» Landi: «Con Parma verrebbe meno la logica dell’area vasta usata finora»
REGGIO EMILIA
Anacronistico, inutile, dispendioso. Si sprecano gli aggettivi con i quali il mondo economico reggiano bolla l’idea di una fermata dell’alta velocità a Parma. Fermata che, trattandosi della corsia dei treni superveloci, dovrebbe prevedere a sua volta una stazione attrezzata che, seppur non faraonica, avrebbe dei costi di una certa portata.
«Questa è una partita chiusa, decisa più di vent’anni fa. Inutile andare avanti con la discussione» è il sigillo messo dal presidente degli industriali reggiani, Fabio Storchi. La sua è una posizione non tanto campanilistica quanto pragmatica: battezzata e costruita la Mediopadana non c’è spazio per altre stazioni a meno di 30 chilometri di distanza. «È vero, in un primo tempo sembrava che si volesse fare a Parma vicino alle Fiere – spiega Storchi – Poi è stata scelta Reggio Emilia e i giochi si sono chiusi. Manca infatti una logica economica alla realizzazione di un’altra stazione a Baganzola. È anche vero che c’è qualcuno che sta rilanciando l’idea ma sono convinto che tempo e risorse è meglio dedicarle a progetti più utili per il nostro futuro. Parma ha le fiere e l’aeroporto, Reggio la stazione dell’alta velocità salutata da un successo che vale per tutta l’area vasta che attraversa la via Emilia fino a Mantova e Cremona. Reggio è diventato un landmark per la Pianura Padana».
Proprio il polo fieristico parmigiano e la sua attrattiva per decine di migliaia di utenti resta una delle ragioni principali della richiesta di una fermata in prossimità della città ducale, la quale beneficerebbe dei treni superveloci anche in chiave turistica. «Ripeto: lo dicono i passeggeri e i treni che si fermano a Reggio – ribadisce Storchi – Pensare di fare una fermata a pochi chilometri di distanza da Reggio è qualcosa di irrazionale. Poi giustamente noi dobbiamo potenziare la Mediopadana e trasformarla in una hub di classe europea, come dico da tempo, visto che è una delle più belle in assoluto e deve avere servizi e strutture affinché completi la sua offerta. Ci sono già serie di iniziative programmate per andare in quella direzione, come nuovi parcheggi tra quest’anno e il prossimo anno. Poi verosimilmente si potrà usare anche il corpo della stazione rimasto ancora al grezzo, con installazioni commerciali e turistiche, affinché ne possano trarre vantaggio anche le eccellenze del territorio».
Negli anni non si può dire che i ritardi nella creazione dei servizi di accoglienza non abbiano prestato il fianco a una marea di critiche. Il più grande neo della stazione Mediopadana sono stati sicuramente i parcheggi, pochi e per nulla custoditi. Pecca sulla quale ci sta mettendo ora una pezza il Comune di Reggio. «Che ci siano delle carenze è sotto gli occhi di tutti – dice con uno sguardo dall’alto Stefano Landi, presidente della Camera di Commercio – il beneficio per le imprese, gli affari e la città di Reggio stessa sono andati anche oltre le nostre aspettative e questo ci ha fatto accumulare ritardi rispetto alle necessità degli utenti della stazione Mediopadana. Mancano sicuramente dei parcheggi e i collegamenti tra una città e l’altra. Secondo me dovremmo potenziare proprio questi collegamenti per evitare polemiche o prestare il fianco. Il pubblico è stato comunque conquistato perché la stazione funziona e dobbiamo solo renderla più bella e completa, mettendo fino a questa discussione con Parma».
I punti fermi per ora sembrano pochi e non pendono per la realizzazione della stazione a Parma. L’imbeccata sembra infatti più politica, salvo essere giunta la conferma che il ministero dei Trasporti ha chiesto alle Ferrovie dello Stato una valutazione tecnica sulla nuova stazione dell’Alta velocità a Parma. Stiamo parlando di una valutazione preliminare ma che non contempla ancora il tanto agognato – da parte parmigiana – studio di fattibilità del progetto, quello cioè che mette in fila esigenze e numeri.
«Sinceramente credo che quella sulla stazione di Parma sia quindi una discussione anacronistica – incalza anche Landi – prima di tutto perché si vorrebbero mettere in discussione scelte strategiche scolpite nel tempo e risultate positive, come testimonia il grande concentramento di traffico assorbito dalla Mediopadana. È quindi una trattazione fuori contesto e fuori tempo massimo proprio quando continuiamo a parlare di aree vaste, logiche che devono essere applicate anche in futuro. Con una distanza di meno di trenta chilometri non ha senso parlare di una seconda fermata dall’alta velocità, tenendo poi conto che per decenni Parma ha investito sull’aeroporto sempre in un’ottica di area vasta. Si concentri su quello scalo mentre noi ci concentreremo sul nostro, investendo a beneficio di tutti». —
Enrico Lorenzo Tidona
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