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quattro castella, l’udienza di convalida 

Il pusher-estorsore non parla ma va agli arresti domiciliari

T.S.
Il pusher-estorsore non parla ma va agli arresti domiciliari

L’albanese 24enne si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip Dario De Luca L’inchiesta dei carabinieri ora si avvia verso la chiusura

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QUATTRO CASTELLA

Dal carcere della Pulce agli arresti domiciliari.

L’ha deciso il gip Dario De Luca al termine dell’udienza di convalida relativa alla tentata estorsione di cui è accusato un albanese di 24 anni.

In aula il giovane – difeso dall’avvocato Noris Bucchi – si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Sulla misura cautelare il giudice ha in pratica accolto la richiesta del sostituto procuratore Valentina Salvi (titolare del fascicolo) che coordina le indagini dei carabinieri.

Dopo questo passaggio giudiziario, l’inchiesta si avvia verso la chiusura.

Secondo quanto i carabinieri della stazione di Quattro Castella hanno potuto accertare, il 24enne, dopo varie cessioni di dosi di cocaina a favore di un 25enne reggiano, attraverso messaggi via Instagram ha minacciato il giovane cliente per un debito.

Sempre nella ricostruzione dell’accusa, lo avrebbe talmente perseguitato da non esitare a presentarsi dal datore di lavoro della vittima e presso l’abitazione dei genitori, minacciando anche questi ultimi, mettendoli in una situazione di grande prostrazione.

Quando però il padre della vittima, per timore che quanto stava accadendo potesse degenerare, si è mostrato disponibile a saldare il debito del figlio, si è visto chiedere una cifra ben superiore.

L’albanese pretendeva infatti 400 euro, che infine il padre si è convinto a pagare.

A scoprire che stava avvenendo tutto ciò sono stati i carabinieri di Quattro Castella, che hanno saputo da confidenze raccolte nel paese come un nucleo familiare fosse messo sotto pressione in quel modo.

Così i militari hanno invitato le vittime in caserma e hanno consigliato loro di “pagare” i 400 euro richiesti dall’estorsore, dietro però la supervisione degli stessi carabinieri. In questo modo i militari hanno potuto cogliere con le mani nel sacco l’estorsore nel momento in cui è poi avvenuto il pagamento con banconote segnate. —

T.S.

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