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BIBBIANO, IL NUOVO BUSINESS  

«Pronti a realizzare barriere in plexiglass anche per le scuole»

Daniela Aliu
«Pronti a realizzare barriere in plexiglass anche per le scuole»

La Lapi Plast si è specializzata sulle paratie anti-Covid «Le vendiamo pure all’estero per ospedali, negozi e ditte»  

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BIBBIANO

Lapi Plast è un’azienda di Barco da anni attiva nel settore delle materie plastiche. In questi giorni si parla tanto del plexiglass quale soluzione ideale per realizzare barriere al coronavirus nei locali pubblici, a cominciare dalle strutture sanitarie, dalle farmacie e dai negozi in generale. Se ne è ipotizzato l’utilizzo anche nelle scuole, alla riapertura di settembre, nonostante la questione abbia suscitato parecchie discussioni e perplessità.

Fino a qualche mese fa in pochi sapevano cosa fossero queste materie plastiche, ora divenute di grande attualità appunto come barriere anti-Covid. Non a caso sono state installate in numerose farmacie, negozi, supermercati, banche ed altro.

La Lapi Plast, azienda di Barco di Bibbiano, da alcuni mesi produce anche i pannelli protettivi anti-Covid. È il responsabile commerciale dell’azienda, Dimitri Campanini, a spiegare alla Gazzetta questo nuovo filone produttivo.

«Per proteggersi in questo delicato momento, abbiamo studiato una paratia protettiva in plexiglass antiurto autoportante con misure standard e su misura per diversi spazi. Fin dai primissimi tempi dell’arrivo del virus ci siamo chiesti come poter dare il nostro contributo in questa battaglia. La nostra scelta di produrre le paratie anti-Covid è nata dall’esigenza creatasi in questa situazione».

Da oltre 30 anni Lapi Plast produce termoformatura di materia plastica. Conoscendo bene la materia prima nelle diverse applicazioni e nelle molteplici varianti, l’azienda ha deciso di utilizzare la plastica per mettere una barriera tra noi e il virus.

«Abbiamo iniziato a produrle e distribuirle localmente – continua Campanini –. Abbiamo implementato la produzione dedicando diverse linee a questa lavorazione, sia con misure standard, sia con articoli su misura che possano sposare al meglio le esigenze dell’utente finale. Le richieste sono state tantissime e tutti noi, nei momenti più concitati della pandemia. Siamo rimasti in azienda fino a tarda sera per trovare soluzioni e velocità di risposta per garantire a chiunque di aprire le attività e lavorare in sicurezza».

Oggi l’azienda di Barco ha creato un team interno dedicato esclusivamente a questo settore, in grado di studiare e consigliare adeguatamente la miglior soluzione per gli spazi dei clienti.

«La prima tipologia di clientela – continua Campanini – è stata da subito quella del mondo sanitario, che per ovvi motivi ha rappresentato la nostra priorità; successivamente ci siamo spostati sul negoziante che voleva prepararsi alla riapertura e all’azienda che voleva poter fare lavorare i propri collaboratori in sicurezza. Ovviamente anche bar e ristoranti hanno richiesto i nostri prodotti, e oggi utilizzano le nostre paratie protettive che, essendo anche su misura, possono agevolmente sposarsi agli spazi e al design. Ad oggi la nostra azienda è conosciuta a livello nazionale anche per questo prodotto. Vendiamo anche oltr’Alpe i nostri articoli di protezione».

Sorge spontanea una domanda: con quali materiali vengono prodotte le barriere che forse da settembre i nostri figli troveranno davanti ai banchi?

«Ci siamo accorti fin da subito che molti non conoscevano il materiale plastico, definendo il trasparente come fosse una plastica a sé. In realtà ci sono tanti tipi di plastica trasparente, ed ognuno ha una diversa caratteristica: il Pst, Pc, Pet, Pvc, Pmma e tante altre. Per noi la scelta migliore è ricaduta sul metacrilato estruso antiurto, il famoso polimetilmetacrilato che rappresenta un’ottima soluzione in termini di resistenza agli urti, utilizzo, prezzo e ovviamente trasparenza, visto che risulta più trasparente del vetro. Questo materiale si conosce anche nei nomi commerciali noti ai più: Plexiglas, Perspex, Lucite, Trespex, Vitroflex, Acrivill, Perclax, Limacryl eccetera. Intanto da un mese sul web girano immagini dei possibili “banchi del futuro”, divisi dalle cabine trasparenti in plexiglass che mai avremo pensato come una soluzione per la scuola nel 2020». —

Daniela Aliu

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