Reggio Emilia in apprensione per le condizioni di Abramo Orlandini
È ricoverato da numerosi giorni nel reparto di pneumologia. L’amico Stefano Salsi: «È impegnato in una dura battaglia»
REGGIO EMILIA. La preoccupazione fra amici e conoscenti per le condizioni di salute di Abramo Orlandini, celebre personaggio reggiano noto anche per aver rivestito a lungo il ruolo di maggiordomo al fianco di Vittorio Sgarbi nella trasmissione televisiva degli anni ’90 “Sgarbi quotidiani”.
Classe 1960, Abramo – come lo chiamano tutti – è ricoverato da numerosi giorni al Santa Maria Nuova, nel reparto di pneumologia. E su Facebook, sulla pagina Abramo – aperta dallo stesso Orlandini insieme al suo amico Stefano “Ubaldo” Salsi Lay – sono in molti a chiedere aggiornamenti sulle sue condizioni di salute. Lo stesso Salsi – che gli è stato vicino assistendolo spesso per beni di prima necessità anche durante i mesi di lockdown – ha quindi deciso di pubblicare ieri un post, per informare amici e conoscenti: «Questa volta non è Abramo che vi scrive.
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Lui è impegnato nella battaglia più importante della sua vita – scrive Salsi – Gli infermieri e i medici che lottano con lui sono meravigliosi. Vuole che si sappia che vi porta nel cuore e non vede l’ora di scroccarvi l’ennesimo caffè. In bocca al lupo Abramo. Reggio ti vuole bene».
Dopo aver scritto il post, Salsi è andato anche a trovare Abramo in ospedale, trovandolo particolarmente provato, ma non per questo arrendevole.
«Mi ha fatto ben sperare il fatto che mi abbia chiesto una sigaretta – racconta – Abramo sta lottando e spero presto in un miglioramento. Infermieri e medici sono fantastici, non solo con lui, ma con tutti i ricoverati».
Figlio di edicolanti, Abramo perde molto presto entrambi i genitori e lascia Reggio per Roma, in cerca di successo. In via del Babbuino conosce il regista Pupi Avati, che lo scrittura per una piccola parte e lo aiuta a sistemarsi. Abita a casa di pittori trasteverini o a condizioni di favore presso anziane signore che gli fanno il bucato e lo accudiscono con affetto, partecipa come figurante a decine di produzioni e spesso trascorre il suo tempo tra via Condotti e via del Corso.
Un successo dopo il quale sono subentrate difficoltà. Abramo torna quindi a Reggio, dove per qualche tempo è aiutato da una lontana zia che però muore poco dopo. Ora beneficia di una piccola pensione di invalidità, ma l’intera città lo ha adottato. Dopo aver frequentato da ragazzo lo studio del pittore Remo Tamagnini, da qualche tempo ha ricominciato a dipingere ed esporre i suoi quadri. La sua vita è stata oggetto di un documentario realizzato da Giuseppe Zironi nel 2017 e intitolato “24conAbramo”.
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