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Tornano le visite nelle case di riposo «Ma la burocrazia ci soffocherà»

l. g.

Raffaele Leoni, presidente di Asp-Città delle persone commenta su Facebook il poco preavviso per le  annunciate le riaperture

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reggio emilia

Venerdì in tarda serata la Regione Emilia-Romagna ha comunicato una nuova ordinanza prevedendo, da lunedì, una serie di riaperture e ripartenze. Fra queste anche la possibilità di tornare a fare visita ai parenti anziani accolti nelle case di riposo. Un momento che sarà importante, e sicuramente commovente, per moltissimi reggiani ma che, proprio per la delicatezza delle persone coinvolte, sarà sottoposto a un rigidissimo protocollo di sicurezza anti contagio.

Le tempistiche con le quali sono state annunciate le novità, e i diversi trattamenti riservati a un ambito piuttosto che un altro, sono state oggetto di un post di Raffaele Leoni, presidente di Asp - Città delle persone: l’azienda pubblica che a Reggio Emilia eroga di servizi socio-assistenziali e sociosanitari rivolti a persone anziane per lo più non autosufficienti.

«Da lunedì riprendono finalmente le visite dei parenti nelle strutture residenziali per anziani e disabili – scrive Leoni in un post pubblicato sul suo profilo – le attendevamo da giorni le indicazioni regionali. Eravamo pronti da tempo. Perché sappiamo quanto sia importante, specie per gli ospiti, un incontro che ha un valore non solo affettivo ma terapeutico».

Certo, aggiunge il presidente di Asp poco dopo, «non ci aspettavamo che una simile ordinanza fosse emanata il venerdì sera per il lunedì. O di leggere un infinito protocollo (20 pagine contro le due per le discoteche) che prevede persino il triage, non solo all’ingresso, ma anche telefonico in fase di programmazione degli appuntamenti». Insomma, norme «da mettersi le mani nei capelli. Lo rispetteremo ma la burocrazia ci soffocherà». Nonostante le tempistiche strette, le strutture gestire da Asp si preparano comunque a riaprire.

«Partiremo con le visite all’esterno in parchi, giardini e aree cortilive – conclude Leoni – poi in casi limitati (per gli allettati) all’interno. Le faremo in sicurezza, su appuntamento e programmate in modo da dare pari opportunità a tutte le famiglie. Con tempi contingentati e mantenendo il distanziamento (niente baci e abbracci, è doloroso dirlo ma necessario), con l’uso di mascherine e passando prima da un check point (con misurazione temperatura, gel per le mani e questionario) e con vigilanza sul rispetto delle regole». —

l. g.

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