Gazzetta di Reggio

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«Abbiamo risposto meglio di altri di fronte all’emergenza sanitaria»

Cristian Fabbi ; *Presidente Scuole e Nidi d’Infanzia Istituzione del Comune
«Abbiamo risposto meglio di altri di fronte all’emergenza sanitaria»

Cristian Fabbi, presidente dell’Istituzione Nidi e Scuole dell’Infanzia, sulle scelte di Reggio Children durante il lockdown 

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L’INTERVENTO

Cristian Fabbi

Gentile Direttore, innanzitutto la ringrazio per la possibilità di dialogo con la città attraverso la Gazzetta, e per aver dato e dare voce in questi mesi al dibattito cittadino sul tema. Provo a rispondere alle sue domande con una riflessione generale, cercando di toccare i punti da lei illustrati.

Parto con una considerazione probabilmente banale ma necessaria: stiamo affrontando una situazione nuova a cui nessuno nel mondo era davvero preparato. Reggio Emilia, come ci è stato riconosciuto da più parti, ha risposto meglio di altri contesti all’emergenza sanitaria, che però tale rimane.

Le scuole hanno chiuso le attività in presenza a fine febbraio, all’indomani della celebrazione dei 100 anni del professor Malaguzzi. Successivamente è iniziato il lockdown che, come tutti ricorderanno, si è generato attraverso chiusure successive, nei primi tempi addirittura di settimana in settimana.

Da subito l’urgenza che abbiamo sentito è stata quella di riaprire i servizi educativi, poiché credevamo e crediamo che nulla possa sostituire la ricchezza relazionale e i percorsi di ricerca che le bambine e i bambini fanno ogni giorno all’interno delle istituzioni educative.

I cosiddetti LEAD, Legami Educativi a Distanza, che sono la declinazione per la prima infanzia della didattica a distanza, rappresentano per noi un potenziale sviluppo del linguaggio digitale, da sempre amico del nostro approccio. Ma come tanti ricordano e hanno ricordato, e come ci ricorda il professor Malaguzzi, i bambini hanno cento linguaggi e per noi il luogo elettivo per il loro sviluppo e la loro espressione sono e restano i nidi e le scuole, gli spazi della ricerca da cui il Reggio Approach viene diffuso nel mondo attraverso un sistema di tre identità distinte e con competenze diverse, composto da Istituzione Scuole e Nidi, Reggio Children e Fondazione Reggio Children Centro Loris Malaguzzi.

Questa è la ragione per cui l’intervento del Comune, e dell’Istituzione Scuole e Nidi d’Infanzia, è stato concentrato prevalentemente sulla riapertura. La nostra assessora al Sapere e alla Conoscenza, Raffaella Curioni, ha lavorato su base quotidiana con la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Elly Schlein, per fare in modo che la questione dello 0-6 fosse immediatamente riportata al centro dell’agenda politica, cosa che poi è accaduta.

Io stesso, sulle colonne del giornale da lei diretto, e in una intervista televisiva, già in aprile, ossia due mesi fa, davo notizia di questa nostra attività e di questa intenzione, focalizzandomi sugli spazi verdi e sui parchi come una preziosa e immediata possibilità per intravvedere un futuro. Alcuni nostri colleghi sono stati parte delle commissioni nazionali che hanno sviluppato le linee guida nazionali per la riapertura e per i famosi LEAD di cui sopra.

Detto questo, abbiamo recentemente riflettuto su quello che è stato il tempo del lockdown. Abbiamo raccolto apprezzamenti e critiche. Per umiltà, mi concentro solo sulle ultime.

La critica di una parte dei genitori è focalizzata sulla assenza dell’Istituzione Scuole e Nidi nel periodo di massima chiusura del lockdown, vale a dire marzo e aprile. In realtà in quel periodo molte scuole e nidi hanno continuato ad avere un dialogo costante con i bambini e le bambine, attraverso i genitori. Questo dialogo ha avuto espressioni diverse e forme diverse e alcune di queste sono confluite nelle attività online, realizzate con Reggio Children srl e con Fondazione Reggio Children Centro Loris Malaguzzi, chiamate “A casa con il Reggio Emilia Approach”, per supportare bambine, bambini e famiglie in un percorso educativo di apprendimento a distanza. Su questo dialogo, tuttavia, accolgo l’opinione che l’istituzione poteva avere una visione più unitaria di sviluppo dei Legami Educativi a Distanza.

Si è trattato di una difficoltà dovuta certamente a una difficile conoscenza delle condizioni di emergenza planetaria che stava (e ancora sta) avvenendo, ma anche, in parte, generata da una cautela nell’utilizzo delle tecnologie come unica modalità di relazione perché non è solo con i tablet che si ricostruisce quella preziosa e insostituibile partecipazione educativa. Su questo punto si sta opportunamente generando anche un dibattito nazionale.

Cogliamo anche con favore il segnale che una parte di genitori e cittadini ha sentito la nostra mancanza e lo ha giustamente segnalato, poiché a suo modo è una forte richiesta di dialogo.

Ne prendiamo assolutamente atto con responsabilità e con l'attenzione dovuta, imponendoci di fare meglio in futuro. In tal senso stiamo iniziando a ragionare di un progetto di pedagogia dell'emergenza da condividere con il personale e i genitori, che ci possa aiutare in condizioni simili in futuro, auspicando, una volta tanto, che un nostro progetto non si realizzi e non si renda necessario.

Giova ricordare che la condizione pandemica ha colpito anche le lavoratrici e i lavoratori dei nidi e delle scuole o le loro famiglie. In questo senso, soprattutto nei primissimi tempi dopo il lockdown, molti e molte di loro hanno avuto riconosciuto il diritto all’assenza dal lavoro nelle varie forme sancite dal Contratto Collettivo di Lavoro e dallo Statuto dei lavoratori, che sono certo Jones Reverberi, autore della lettera comparsa sul suo giornale nei giorni scorsi, conosce bene e apprezza quanto me.

Guardando all’immediato futuro, voglio tornare a riflettere sul tema della riapertura. Già in marzo, e poi per successivi accordi, anche nei mesi successivi, di concerto con i sindacati, abbiamo fissato il termine di lavoro del personale al 17 luglio. Una disponibilità che le lavoratrici e i lavoratori hanno messo in gioco, a dimostrazione del senso di responsabilità che ognuno e ognuna ha sentito in questa fase.

L’Istituzione e il Comune di Reggio Emilia, parallelamente, hanno deciso di non interrompere le convenzioni con i servizi privati, consci del fatto che la riapertura era il nostro obiettivo primario. Il sistema cooperativo e la FISM sono stati nostri partner in questo processo di progettazione della riapertura, ed ognuno ha dato la propria disponibilità a raccogliere i bambini precedentemente iscritti nei propri servizi. Un ulteriore elemento di consapevolezza del nostro sistema integrato.

Lunedì mattina il sistema riapre le proprie scuole, con la modalità dei centri estivi, per i bambini delle scuole dell'infanzia, e per i grandi del nido (classe 2017), e lo fa con un protocollo che è stato recentemente e pubblicamente sottolineato come innovativo dai pediatri reggiani, e che molte altre città della regione e del paese hanno assunto come riferimento. In tal senso va un ringraziamento al nostro direttore Nando Rinaldi e allo staff. Già questa settimana stiamo lavorando anche per i restanti bambini del nido, per capire con la Regione quali spazi di lavoro siano possibili.

Alcuni giorni fa, dopo la Notte dei Racconti online del 3 aprile scorso, abbiamo pensato di offrire alla città una serata intitolata Fili di Musica con l’augurio che sia presa come una nostra volontà di ripartenza e anche come assunzione di impegno per il futuro, affinché questo silenzio torni a essere dialogo, confronto, suono, linguaggi.

Perché la sfida che ci aspetta da settembre è impegnativa e fuori scala e solo sapendoci rimettere in cammino saremo in grado di ricostruire quel sistema di relazioni che ora più che mai necessita di pensieri nuovi e di aggiornamenti per continuare ad essere punto di riferimento nel mondo. —











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