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Reggio

le opposizioni insorgono 

«È scandaloso aver aumentato lo stipendio dell’ad di Stu Reggiane»

Enrico Lorenzo Tidona
«È scandaloso aver aumentato lo stipendio dell’ad di Stu Reggiane»

Rubertelli: «Società pubblica in utile ma troppo indebitata» Il M5s: «Atti mai concessi. Subito l’esame in commissione»

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REGGIO EMILIA

«L’aumento di stipendio» da 70mila a oltre 100mila euro concesso dal Comune al manager Luca Torri «è scandaloso» perché percepiti per la gestione di una società pubblica qual è Stu Reggiane. A dirlo, con forza, sono le opposizioni in consiglio comunale a Reggio, a partire da Cinzia Rubertelli, capogruppo di Alleanza Civica, spina nel fianco della maggioranza quando si tratta di partecipate. «Negli stessi giorni in cui dal municipio viene lanciato l’allarme sui fondi per la ripartenza post Covid, si viene a sapere che il Comune, prima di Natale, ha votato favorevolmente una delibera che porta lo stipendio dell’amministratore di Stu Reggiane a quota 100mila euro, vale a dire un più 40% rispetto ai precedenti 70mila euro» dice la politica che nell’ultima tornata delle Regionali in Emilia-Romagna si è avvicinata ai centristi della Lega, capitanati a livello nazionale da Giancarlo Giorgetti.

SOCIETà PUBBLICA

«Stride questo premio – sottolinea l’imprenditrice che siede in Sala del Tricolore – Parliamo, infatti, di una società la cui maggioranza è detenuta dal Comune di Reggio e che chiude un bilancio seppur positivo con oltre 13 milioni di debiti e beni intangibili valorizzati per oltre 11 milioni. Sono segnali che evidenziano, nei fatti, una cospicua perdita abbellita da tecnicismi noti nella gestione dei beni pubblici della nostra città. Ne è un esempio il default delle Fiere per anni negato da valutazioni assurde del patrimonio, schizzato da 28 milioni di euro dichiarati per anni dal sindaco Vecchi e precipitato a poco più di 6 milioni al momento della cessione».

NODO TRASPARENZA

A preoccupare le opposizioni – compreso il Movimento 5 Stelle – è di per sé la dinamica di Stu Reggiane, società partecipata anche da Iren Rinnovabili e che si occupa della riqualificazione dell’ex polo industriale alle porte di Reggio Emilia, che sta diventando il Parco dell’Innovazione. «È inaccettabile la poca trasparenza sul progetto Stu Reggiane dove piovono incarichi di consulenza diretti in esclusiva dall’amministratore delegato Torri che ha mandato pieno di affidare incarichi sino a 100mila euro. Incarichi non tutti noti visto che nel sito dedicato mancano gli aggiornamenti –- aggiunge Rubertelli – Vi è poi l’aumento del compenso all’ad, che è giustificato anche con l’allargamento del perimetro delle attività della Stu anche all’area sportiva di via Agosti. Da un lato l’impressione è che la Stu diventi il surrogato del settore dei Lavori pubblici del Comune, dall’altro non si comprende perché mai dovrebbe intervenire in vece dei soggetti che subentreranno nella gestione di quell’area».

LE DIMISSIONI

Ci sono poi Paola Soragni, Gianni Bertucci e Fabrizio Aguzzoli, consiglieri dei 5 stelle, che dicono che già il 27 febbraio avevano presentato un accesso agli atti per avere notizie in merito, chiedendo copia del curriculum vitae di Torri, e di atti, verbali, delibere e colloqui che avevano portato Torri alla carica di amministratore unico Stu Reggiane. Il M5s promette ora provvedimenti per la mancata risposta e chiederà di riunirsi in commissione su Stu Reggiane: una riunione in cui si reclamerà la presenza di Torri, che dovrà aggiornare su obiettivi raggiunti e obiettivi invece non realizzati, costi di esecuzione e altro. «Tale commissione è presieduta da Gianluca Vinci della Lega, ma ad oggi, nonostante le elezioni amministrative risalgano a oltre un anno fa, non ha mai riunito tale commissione. Si chiede che Vinci faccia un passo indietro e ceda la presidenza a chi può garantire il funzionamento della commissione». —

Enrico Lorenzo Tidona

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