Viene avvolto da uno sciame d’api Ex pilota d’aereo resta incolume
Gli insetti avevano fatto l’alveare in una finestra della casa Grazie al sangue freddo, non ha subìto neanche una puntura
CADELBOSCO SOPRA
Quando ha aperto una finestra della cucina nella casa di campagna chiusa da tempo, è stato avvolto da un migliaio di api. Nonostante tutto, è riuscito a mantenere la calma e, dopo essersi liberato degli indumenti con molta delicatezza, è uscito da quello sciame senza neanche una puntura. Sarebbe bastata una quindicina di pungiglioni e l’uomo sarebbe stato spacciato. Ora un ex pilota d’aerei, in pensione da due anni, può raccontare la brutta avventura a lieto fine. «Mi hanno protetto da lassù mio padre Ezio e mia madre Almarosa, oltre alle suore della scuola dei bimbi sordomuti di Carpi, cui ho dato un contributo per sostenere la loro attività», racconta.
Dopo quattro mesi di lockdown, Aldo Maurilli, 63 anni, ex comandante della compagnia aerea Meridiana con 20mila ore di volo e 600 traversate dell’Oceano Atlantico, ieri è andato con la moglie Anna a Cadelbosco Sopra per rivedere il fratello, per portare fiori sulla tomba dei genitori e sistemare il casolare di campagna ereditato.
Aldo Maurilli abita in Sardegna, ma durante il periodo di emergenza sanitaria era a Varese con la famiglia e i figli. Ieri mattina, intorno alle 7, con l’intento di farsi un caffè, si è recato in cucina e, al buio, ha aperto la finestra per arieggiare il locale e per far entrare la luce. In un attimo si è trovato avvolto da almeno mille api, che hanno coperto il volto, il collo, il torace, le braccia e le mani.
Nessun grido, nessun movimento brusco per allontanare gli insetti. La moglie era sotto la doccia e non si è accorta di nulla. Maurilli, con la calma del pilota d’aereo in difficoltà – come quando, sorvolando l’Oceano Atlantico, si trovò a dover fare a meno di un motore – non si è scomposto, dimostrando un sangue freddo eccezionale che gli ha salvato la vita, perché le api non hanno percepito la sua paura e quindi non l’hanno attaccato con i loro pungiglioni.
Con estrema delicatezza, si è tolto gli indumenti ricoperti di api e, una volta ritenutosi al sicuro, ha chiamato la moglie per avvisarla di non andare assolutamente in cucina.
Nelle vicinanze della casa abita un agricoltore che ha delle arnie vicino alla vite. È stato lui a fornire ad Aldo Maurilli il nome di due apicoltori, che poco dopo si sono recati sul posto. Vittorio e Michela, questi i nomi dei due apicoltori, hanno staccato dalla finestra l’alveare, che ospitava circa 15mila api, e hanno inserito il blocco con l’ape regina all’interno dell’arnia, per poi farvi entrare l’intero sciame. Un lavoro che ha richiesto molta attenzione. «Può ritenersi fortunato – ha detto l’apicoltore a Maurilli –. Le è arrivato addosso un secchio di almeno mille api». Le api hanno ronzato fino a tarda sera per entrare nella loro nuova sede, per poi essere portate via nella mattinata di oggi. —
Mauro Pinotti
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