Latitano i contributi degli eletti Si salvano solo i parlamentari
Secondo i calcoli del tesoriere all’appello mancano circa 35mila euro da parte degli amministratori Ecco le spese elettorali
REGGIO EMILIA
Il Pd reggiano guidato, pro tempore, da Gigliola Venturini, presidente dell’assemblea provinciale, non solo sconta una disaffezione degli iscritti che continuano a calare e a garantire meno entrate, ma anche una costante difficoltà con gli eletti – ovvero parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindaci, assessori e già a scendere fino ai consiglieri comunali – a far loro versare una parte dei loro compensi nelle asfittiche casse del partito reggiano.
Sono soprattutto gli amministratori pubblici che sembrano latitare. Ma si tratta di una voce di entrata su cui segretario Gigliola Venturini e il tesoriere Maino Marchi intendono lavorare. «Il contributo di eletti e nominati – scrive Marchi nella sua relazione che accompagna il bilancio – è senz’altro molto rilevante: 91.697 euro. Dai Parlamentari arrivano però ben 54.800 euro. Dagli amministratori pubblici sono arrivati invece quasi 35.000 euro in meno rispetto alle previsioni, comprensive del fondo arretrati 2017 e 2018».
Si tenga conto, spiega poi il tesoriere «che sono stati contabilizzati anche tutti i versamenti effettuati in questi primi mesi del 2020, ma di competenza 2019 e anni precedenti. Quindi il primo obiettivo, sul quale sta lavorando molto la presidente e il gruppo di collaboratori, è recuperare i mancati versamenti 2017, 2018 e 2019. In secondo luogo occorre un nuovo patto per il 2020 e gli anni successivi».
L’elenco di coloro che hanno versato parte dei loro compensi al Pd reggiano inizia con un generico versamento di 7.000 euro (che è la sommatoria di più versamenti da parte di eletti di cui non è indicato il nome), seguito poi da Maino Marchi che ha contribuito con 26.200 euro, Graziano Delrio per 14.400 euro, Antonella Incerti per 18.000 euro, Vanna Iori per 11.600 euro e di Andrea Rossi per euro 14.700, a cui si aggiunge Raffaele Leoni con un versamento di 4.500 euro. All’appello mancano in tanti. E tra le cause fondamentali del disavanzo di bilancio, segnala il tesoriere Marchi, ci sono proprio queste mancate entrate che il Pd reggiano dava per sicure. I democratici reggiani, da parte loro, per le campagne elettorali hanno sostenuto spese per circa 20mila euro. Così suddivise: 9.365 euro per le elezioni europee 26 maggio 2019, per le elezioni amministrative 10.262 e 1.037 euro per le elezioni regionali del 26 gennaio 2020. Infine tra le entrate ai 91.697 euro di contributi (in calo di circa 20mila euro rispetto al 2018) vanno aggiunti i 30.453 euro di contributi da persone fisiche, i 7mila euro di contributi da persone giuridiche e i 51.791 euro da contributi dalle primarie (che sono i 2 euro richiesti per votare il segretario Pd). —
R.F.
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