Gazzetta di Reggio

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gli interrogatori di garanzia 

Dal carcere parla solo il 25enne Piange e nega: «Non c’entro»

Tiziano Soresina

Si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere il 34enne ritenuto la mente dell’organizzazione  e lo spacciatore 27enne 

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Tiziano Soresina

REGGIO EMILIA

Sul traffico internazionale di anfetamine si sono già tenuti tre interrogatori di garanzia, tutti in videocollegamento dal carcere dove rispettivamente gli indagati sono ristretti.

Dal nostro tribunale il gip Andrea Rat – firmatario dell’ordinanza con cui sono state eseguite dalla squadra mobile le misure cautelari – ha prima sentito il nigeriano 27enne Choice Omozuwa che ha affrontato l’interrogatorio affiancato dall’avvocato difensore modenese Tommaso Creola. Ma dal carcere della Pulce non sono arrivate dichiarazioni: Omozuwa si è avvalso della facoltà di non rispondere.

A seguire l’interrogatorio del nigeriano 25enne Samuel Nwokenwo, senza fissa dimora, difeso dall’avvocatessa Carmen Pisanello.

L’africano parla via web dal carcere di Bologna, in quanto è stato arrestato nella città felsinea. Attraverso un interprete ha una sorta di sfogo, piange, dice di non c’entrare nulla con questa vicenda, di non essere mai andato all’aeroporto di Roma a cercare di recuperare la valigia con tre chili di anfetamine.

Come ricostruito dai poliziotti, l’aereo doveva atterrare inizialmente a Milano, poi il cambio di programma e l’arrivo nella Capitale, con tanto di corsa contro il tempo degli agenti per arrivare a recuperare il carico prima della banda. All’uscita dall’aula il difensore non si sbilancia: «È un caso interessante, il mio assistito dice di non avere dato la disponibilità ad andare all’aeroporto. Devo fare delle verifiche». In carcere a Modena è stata poi la volta del nigeriano 34enne Bruno Okey, assistito pure lui dall’avvocato Creola.

L’interrogatorio è sempre in videoconferenza, ma in questo caso è collegato il gip modenese Andrea Scarpa, su delega del collega Rat. Okey non intende però rispondere alle domande del giudice e il tutto si chiude in fretta. Contattato dalla Gazzetta, l’avvocato Creola preferisce – al momento – non rilasciare dichiarazioni.

Passaggi giudiziari che preannunciano la chiusura dell’inchiesta da parte del sostituto procuratore Iacopo Berardi che in questi mesi ha coordinato le indagini della squadra mobile. —

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