«Era giusto sposare Conchita ed Emanuela»
reggio emilia
Anche in consiglio comunale si gioisce per la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo che, con una sentenza, ha condannato lo Stato italiano per aver annullato nel 2015 la trascrizione del matrimonio fra Conchita Nicolao e Maria Emanuela Lanzerotti.
Un matrimonio che era avvenuto in Portogallo nel 2013 e poi registrato in Comune a Reggio Emilia, dal sindaco Luca Vecchi, due anni dopo.
«Cinque anni fa avevamo ragione – scrivono i consiglieri comunali del Pd Fabiana Montanari e Dario De Lucia – Trascrivere il matrimonio di Conchita ed Emanuela, ma anche quello di un’altra coppia di nostre concittadine, non era sbagliato. Era un atto dovuto per il pieno riconoscimento dei diritti fondamentali. Questa sentenza ci dimostra anche che l’allora ministro dell’interno Angelino Alfano fu preso da una battaglia puramente ideologica contro le persone omosessuali. Lo Stato italiano ora dovrà risarcire la coppia per il danno subito».
Nelle prossime settimane, concludono De Lucia e Montanari «porteremo una mozione a sostegno della legge per il contrasto alle discriminazioni, così come era stato fatto in passato per le unioni civili e la legge regionale contro l’omo-transfobia. Vedremo come l’Italia sarà in grado di affrontare questo passo. Se approvata, questa legge sarà un altro tassello per la piena eguaglianza». —
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