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cronaca

Palpeggia una 18enne al Corallo, condannato a un anno e due mesi di carcere

La studentessa cerca di reagire, ma lui con vent’anni di più ride e la sbeffeggia. Oltre alla condanna (pena sospesa) anche il pagamento di 5mila euro alla vittima


18 giugno 2020 Tiziano Soresina


SCANDIANO. Ha ottenuto giustizia dopo oltre otto anni, ma non importa il tempo trascorso, voleva assolutamente che lui pagasse lo shock inflittole – quand’era una spensierata studentessa 18enne – all’interno della discoteca “Corallo” in una serata che doveva essere di balli e risate con gli amici.

Invece Lucilla (il nome è di fantasia) si era ritrovata presa all’improvviso di mira da parte di un uomo con vent’anni di più (il polacco Winktor Piotr Durda, residente a Scandiano). Come ricostruito poi dai carabinieri, la ragazza la sera dell’ 8 aprile 2012 va in discoteca con due amici. L’ingresso è gratuito, quindi una serata di notevole afflusso. E proprio la calca avrà un peso in questa storia, perché la 18enne, fermatasi a parlare con un conoscente, sale poi al piano superiore per raggiungere i due amici nella sala-fumatori.

Ed è in quel pigia-pigia che, all’improvviso, si è sentita insistentemente palpeggiata nelle parti intime. Subito la studentessa rimane sbigottita, poi voltandosi vede il palpeggiatore che ritira il braccio e per di più le ride in faccia nonostante lei gli abbia dato istintivamente un buffetto come reazione. Spaventata da quel comportamento spavaldo, la ragazza scappa e cerca di raggiungere in fretta i suoi amici. Una volta raccontato quanto di sgradevole le era accaduto, si mettono alla ricerca di quest’uomo, chiedendo anche l’aiuto di un buttafuori.

La discoteca è molto affollata, ma il gruppetto è deciso e dopo una decina di minuti individuano il palpeggiatore. Lui continua nell’atteggiamento sbeffeggiante, da presa in giro, sembra cercar rogne. Ma nessuno cade in quelle provocazioni: il buttafuori blocca il polacco, mentre la 18enne chiama il 112. Mosse azzeccate, perché poi ci penseranno i carabinieri ad identificare quell’uomo che con i suoi prolungati toccamenti aveva molestato la studentessa.

Palpeggiamenti che Durda – difeso d’ufficio dall’avvocato Alfonso Boni – ha pagato ieri con la condanna a 1 anno e 2 mesi di carcere (pena sospesa) oltre al pagamento di una provvisionale di 5mila euro alla vittima costituitasi parte civile tramite l’avvocato Noris Bucchi. Dell’imputato nessuna traccia, un “fantasma” che neppure il suo legale è mai riuscito a contattare.

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