Ex Kis, viene chiesto uno studio sanitario
Il sindaco Bellaria: «Abbiamo deciso di nominare un esperto per valutare l’impatto dell’azienda sulla salute dei cittadini»
Jacopo Della Porta
CADELBOSCO
«Valutare l’impatto sanitario che lo stabilimento nell’area ex Kis avrebbe sulla salute dei cittadini nel caso fosse realizzato». È questo l’obiettivo di uno studio che il sindaco Luigi Bellaria ha deciso di far eseguire per fare chiarezza sulle ricadute del contestato impianto.
Venerdì la giunta ha deliberato di individuare una «figura di elevata professionalità in materia igienico-ambientale-sanitaria, che possa collaborare in stretta sinergia con l’Ausl negli approfondimenti richiesti dall’amministrazione comunale». Approfondimenti ulteriori e di altra natura rispetto a quelli ambientali già di competenza dell’Arpae.
«L’indagine che attiene la qualità delle emissioni in atmosfera e i loro effetti sulla salute – si legge nella delibera –. È interesse prevalente per l’amministrazione comunale ed in particolare per il sindaco del Comune di Cadelbosco di Sopra, autorità locale in materia di igiene e tutela della salute pubblica».
Nel documento si precisa che toccherà al «settore urbanistica ed edilizia privata individuare e incaricare figura di elevata professionalità in materia igienico-ambientale-sanitaria per le finalità indicate con il presente atto». Una scelta, quella dell’esperto, che dovrà essere presa in accordo con l’Ausl.
«Con questo atto – commenta il sindaco Bellaria – la giunta dimostra la volontà politica di fare chiarezza sugli aspetti sanitari di questo progetto, in modo che l’iter autorizzativo in corso tenga in debita considerazione ogni possibile rischio per la salute dei cittadini».
A febbraio l’ente locale aveva anche chiesto un parere legale all’avvocato della Provincia di Reggio Emilia, Alessandro Merlo, per sapere se la legge consente di interrompere l’iter autorizzativo. Il legale ha escluso che allo stato dei fatti ci siano i presupposti per fermare questa procedura, avviata già durante la precedente amministrazione, senza esporre l’ente locale a rischi di natura risarcitoria da parte dell’azienda proprietaria dell’area.
La decisione di approfondire l’aspetto sanitario sul progetto ex Kis è arrivata dopo che il Comune di Cadelbosco ha incassato questo parere legale che ha escluso margini di manovra.
L’area ex Kis è di proprietà della San Valentino Ceramica Spa, che però sta trattando con l’azienda spagnola Arcilla Blanca. Qualora l’azienda ceramica ottenesse il permesso di costruire, gli spagnoli acquisterebbero l’area per realizzare due atomizzatori alti 30 metri. Un’ipotesi che ha scatenato la forte reazione di molti residenti e del comitato locale “Aria Pulita”. —
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