Gazzetta di Reggio

Reggio

novellara 

«Gabriele dalla dura terra sapeva coltivare grandi frutti»

Alessandro Cagossi

Grande partecipazione al funerale dell’imprenditore agricolo Bartoli La sindaca Elena Carletti: «Piangiamo la sua serietà e la sua saggezza»

3 MINUTI DI LETTURA





NOVELLARA

Si sono tenuti ieri pomeriggio nella chiesa collegiata di Santo Stefano i funerali di Gabriele Bartoli, l’imprenditore agricolo di 54 anni che ha perso la vita mercoledì della scorsa settimana a causa di una caduta in bici, causata da un malore, nel territorio del Comune di Viano, mentre stava facendo un’escursione in solitaria.

In centinaia hanno voluto porgere l’ultimo saluto a Bartoli. Tanti novellaresi e gente venuta da altri paesi, assieme alle autorità; presenti il sindaco di Novellara, Elena Carletti, e il maresciallo della locale stazione dei carabinieri Pasqualino Lufrano. Per garantire che fossero rispettate le norme anticoronavirus, erano presenti Protezione civile Nubilaria, polizia locale e carabinieri. In chiesa è stato ammesso solo un centinaio di persone, mentre nella piazzetta dell’oratorio, di fianco alla chiesa, erano state sistemate 200 sedie e un impianto audio che hanno permesso a tutti di poter assistere al funerale. La folla dei partecipanti alle esequie si è estesa anche ai vicini portici di piazza Unità d’Italia. Alle 15.30, mezz’ora prima del funerale, la bara di Bartoli è stata portata sul sagrato della chiesa, dove in tanti hanno sfilato per rendergli l’ultimo saluto e porgere le condoglianze ai familiari.

Bartoli lascia la moglie Gabriela Gandini, due giovani figli (Arnaldo e Sebastiano, rispettivamente di 15 e 17 anni), la madre 90enne Wilma Ghisi, la sorella Paola, lo zio William, e tanti parenti, tra cui i nipoti Morena e Sauro e il cugino Ivan. La bara di Bartoli è stata portata dentro la chiesa a spalla dai parenti. Durante l’orazione funebre, don Giordano Goccini ha voluto esprimere il cordoglio di un’intera comunità: «Ci assale l’angoscia perché non capiamo come mai la vita di un uomo forte come Gabriele sia finita così, irreparabilmente, senza una ragione. Amava la terra, la bicicletta, la famiglia, il suo paese. Tutto oggi sa di sconfitta, ma di fronte a noi c’è un cammino non facile, che può sembrare senza senso, perché la morte sembra portare via tutto, ma è un cammino che deve portarci a fidarci della vita, nonostante la morte. Come uomo, dico che di Gabriele porterò il ricordo della terra dura dei suoi campi, che coltivava ottenendo grandi frutti, e delle dure salite in bicicletta che affrontava con passione ed energia. Questi sono i suoi insegnamenti per chi rimane».

Anche il sindaco Elena Carletti è intervenuta: «Esprimo il dolore di tutta la nostra comunità. Dopo mesi difficili, eravamo pronti alla gioia della ripartenza, e invece siamo qui a piangere la serietà e la saggezza di Gabriele, che è stato un grande esempio per tutti. Le nostre comunità si nutrono grazie a persone come Gabriele. Quest’estate ci saremmo visti in varie occasioni, non sarà possibile. Tutti quanti portiamo con noi il suo seme, per farlo germogliare affinché dia nuovi frutti». L’uscita del feretro è stato accompagnato da un lungo applauso. Al corteo funebre verso il cimitero, dove è stato sepolto nella tomba di famiglia, hanno partecipato solo i familiari. —

Alessandro Cagossi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google