I pronto soccorso da riqualificare per isolare i casi sospetti
Molte delle modifiche introdotte provvisoriamente diventeranno definitive Previsti percorsi specifici per i guariti clinicamente
REGGIO EMILIA
Non solo una riorganizzazione dei posti letti. Ma anche la riqualificazione dei pronti soccorso. È quanto previsto nel Piano regionale di riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera. I pronto soccorso, infatti, dovranno essere ristrutturati per separare i percorsi rispetto a pazienti sospetti Covid, rendendo definitive soluzioni già adottate in modo provvisorio.
Nel dettaglio, sono state identificate strutture di emergenza- urgenza ospedaliera che vanno mantenute operative anche nel corso di emergenze epidemiche. Due le tipologie previste: strutture di riferimento Covid dove si svolge l’intero percorso diagnostico fino all’eventuale ricovero dei casi; strutture dove è previsto il percorso di valutazione dei sospetti e la loro permanenza, in attesa del test e del trasferimento. Tra i nuovi requisiti per i Pronto soccorso ci sono, ad esempio, le aree di pre-triage, l’area di attesa e l’ambulatorio per pazienti sospetti Covid, l’accesso dedicato ai mezzi di soccorso per pazienti in barella sospetti Covid, l’area di diagnostica radiologica dedicata al percorso Covid. In totale in Emilia-Romagna sono 49 i pronto soccorso generali e specialistici da riqualificare, con i lavori già iniziati in circa 15 di essi, per un costo di circa 15 milioni.
Oltre ai pronto soccorso, nel piano si parla anche dei percorsi per i pazienti Covid in fase di guarigione clinica, e spesso non ancora “negativizzati”. Per questi pazienti si individuano diverse soluzioni – dalla riabilitazione intensiva ospedaliera fino al domicilio – sulla base della complessità del singolo paziente.
La Regione infine ha annunciato che potenzierà anche il trasporto secondario, cioè inter-ospedaliero, di pazienti Covid, mettendo in servizio un’ambulanza h 24 con infermiere e autista soccorritore per ogni centrale operativa 118, due infermieri per centrale operativa dedicati all’ambito “Disaster Recovery”, più medici rianimatori, e una maggiore disponibilità oraria delle ambulanze con infermiere e autista soccorritore anche per l’emergenza territoriale. In concreto, serviranno 17 ambulanze, 85 infermieri, 85 autisti, 6 infermieri per “Disaster Recovery”, 4 medici rianimatori. Anche in questo caso sono previsti finanziamenti statali per l’acquisto di 17 autoambulanze, per 2,3 milioni. —
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