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IL RETTORE 

«Reggio Emilia in forte ascesa Sede funzionale alla crescita»

L.V.
«Reggio Emilia in forte ascesa Sede funzionale alla crescita»

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REGGIO EMILIA

Per la trasformazione della prima parte del palazzo del Seminario cittadino (quello che si affaccia alla circonvallazione) in sede accademica sono stati raccolti quasi 5 milioni di euro. Ne serviranno almeno altri 7 per il secondo edificio. Le risorse sono state messe a disposizione dai 10 soci del Comitato promotore, che ha ricevuto l’adesione di un’altra quarantina di aderenti fra associazioni professionali, istituzioni, semplici cittadini. Molti con donazioni rateizzate in tre anni.

Al termine dei lavori saranno disponibili 9.000 metri quadrati di aule e uffici (previste tre aule magne, ognuna con almeno 200 posti) e un analogo spazio verde comprensivo di 100 posti auto e centinaia di posti per bici.

Ben 114 gli uffici utilizzabili, 14 aule e 74 servizi igienici. Insieme a Palazzo Dossetti di viale Allegri (ex Caserma Zucchi) e al Campus di San Lazzaro, dove sono in programma altri interventi, la sede reggiana di Unimore sarà articolata in tre grandi poli che potranno accogliere oltre 10.000 studenti.

Il rettore Carlo Adolfo Porro è parso ammirato dalle dotazioni della struttura che farà parte dell’ateneo che guida da pochi mesi. «Grazie alla generosità e lungimiranza di tutti – la sua annotazione – perché questo costituisce un passo fondamentale per una città universitaria. Sono fortunato per questa eredità che ricevo ed è un progetto funzionale alla crescita di una sede che prosegue la sua ascesa». Porro non ha nascosto un pizzico d’orgoglio reggiano per le origini della nonna (di Reggiolo) e del papà (nato a Reggio) prima di soffermarsi sui progetti di crescita e funzionalità di una sede universitaria approdata, in un paio di decenni, a oltre 10 mila iscritti. «Nel primo semestre del nuovo anno accademico – ha precisato – ci sistemeremo in questi nuovi, preziosi spazi e dall’inizio del 2021 qui potremo ospitare nel migliore dei modi una folla di giovani e docenti anche in vista di possibili ulteriori crescite di Unimore in un’area che si mostra spesso capace di assorbire velocemente larga parte dei nuovi laureati». —

L.V.

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